Agrigento, fine della carriera di Salvatore Siracusa “mangiaferro”: tutti i particolari

Agrigento, fine della carriera di Salvatore Siracusa “mangiaferro”: tutti i particolari

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Salvatore Siracusa, arrestato

Rubava tutto ciò che fosse ferro o metallo e ovunque: segava tralicci Enel, cancelli, guard rail, letti in ferro, cisterne, ringhiere, e rivendeva ad una ditta di demolizioni come se nulla fosse. Tra le vittime del “mangiaferro”, l’Enel, un albergo, officine meccaniche, alcune ditte edili, privati cittadini. I carabinieri hanno posto fine a tanto agire facendo scattare le manette ai polsi di Salvatore Siracusa, 49 anni di Porto Empeocle, dopo un’indagine complessa ma efficace condotta dal Pubblico ministero Santo Fornasier che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare, ad opera del Gip Alessandra Vella.

L’indagine, condotta su delega della Procura della Repubblica  dai militari dell’Arma, ha evidenziato gravi indizi di colpevolezza nei confronti del soggetto sottoposto a misura cautelare per i reati anzidetti, restando impregiudicate eventuali future determinazioni che dovessero rendersi necessarie a seguito degli accertamenti tuttora in corso.

Il Gip, pertanto, valutando  positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la forza di polizia che ha eseguito le indagini disposte dall’Ufficio del Pubblico Ministero.

Salvatore Siracusa è stato individuato in quanto responsabile di una serie di furti premeditati al fine di impossessarsi, volta per volta, di consistenti quantità di cascami e anche rottami di integri prodotti metallici che, sistematicamente, rivendeva alla ditta Nobile demolizioni s.a.s, Centro di raccolta e recupero abilitato alle operazioni R4 e R13 secondo le forme della cd. “Procedura Semplificata”, ubicato in Agrigento alla Contrada Chiappazzo.

Le sequenze fattuali venivano debitamente ritratte in presa diretta mediante la intercettazione ambientale puntata sul furgone abitualmente impiegato dal Siracusa per l’incetta ed il trasporto  dei rifiuti; fondamentali i ragguagli del Gps in ordine alle progressive localizzazioni del veicolo monitorato, dai luoghi del prelevamento sino agli impianti della Nobile demolizioni.

Siracusa era sprovvisto di autorizzazione al trasporto dei rifiuti né deteneva altro titolo che lo abilitasse al commercio al dettaglio di ferrivecchi; né risulta iscritto alla Camera di commercio per attività similari.  Come dimostrato dalle fatture rilasciategli dalla ditta che ne acquistava i rottami, li negoziava utilizzando abusivamente una partita Iva; Salvatore Siracusa è indagato per i seguenti specifici fatti di reato :

perché, in concorso con altri soggetti rimasti non identificati, al fine di trarne profitto, dopo aver forzato la catena posta a chiusura di una barra in ferro che ostruiva il passo carrabile ed aver, di seguito, forzato il portone in legno posto a chiusura del magazzino ubicato all’interno della tenuta di Agnello Gianfrancesco, ubicata in contrada Rina, si impossessava, mediante asportazione e trasporto a mezzo furgone, delle cose di seguito indicate: un cancello in ferro battuto posto all’ingresso della proprietà; circa n°40 balle di ferro zincato di varie misure, ; vari profilati in ferro ; una vasca da bagno ed una rete ortopedica  per un valore economico del danno ammontante a circa 4000,00. Fatto aggravato dalla violenza esercitata su cose esposte per necessità alla pubblica fede; ulteriormente aggravato perché commesso al fine di eseguire il reato. In Realmonte, il 26.11.2012

perché, in concorso con il figlio (minore al tempo dei fatti) e con altro minore al tempo dei fatti, al fine di procurarsi un profitto, si impossessava di un traliccio in ferro che sottraeva al proprietario Enel Distribuzione s.p.a.  smontandolo, tagliandolo a pezzi e caricandolo sul suo furgone Iveco. Fatto aggravato perché commesso con violenza esercitata su cosa esposta per necessità alla pubblica fede nonché destinata a pubblico servizio; perché commesso al fine di eseguire il reato di trasporto e commercio illecito di rottami ferrosi, venduti come tali alla ditta Nobile Demolizioni s.a.s. avente sede in contrada Chiappazzo; perché commesso avvalendosi del figlio minore sul quale esercitava la potestà genitoriale, e di altro minore. In Porto Empedocle il 28.02.2013 .

perché, in concorso con il figlio minore al fine di procurarsi un profitto, si impossessavano di materiali ferrosi, tipo guard-rail (paracarri), che sottraevano asportandoli mediante introduzione nell’area recintata di un cantiere edile allestito in località “bivio Ciuccafa”, di seguito caricati sul suo furgone Iveco; fatto aggravato  perché commesso su cose esposte per necessità/consuetudine alla pubblica fede perché commesso al fine di eseguire il reato di trasporto e commercio illecito di rottami ferrosi venduti come rifiuti alla ditta Nobile Demolizioni s.a.s. avente sede in contrada Chiappazzo; perché commesso avvalendosi del figlio minore, figlio sul quale esercitava la potestà genitoriale In Porto Empedocle l’08.03.2013  (in località Ciuccafa di Porto Empedocle)

perché, in concorso con il figlio al fine di procurarsi un profitto, si impossessavano di tombini e fusti metallici, che, asportati dalla banchina di levante dell’area portuale di Porto Empedocle, fatto aggravato perché commesso su cose esposte per necessità/consuetudine alla pubblica fede; perché commesso al fine di eseguire il reato di trasporto e commercio illecito di rottami ferrosi venduti come rifiuti alla ditta Nobile demolizioni s.a.s. avente sede in contrada Chiappazzo; perché commesso avvalendosi del figlio minore. In Porto Empedocle l’08.03.2013  (presso la Banchina di levante dell’area portuale di Porto Empedocle)

perché, in concorso con il figlio minorenne, al fine di procurarsi un profitto, si impossessavano di guard-rail che sottraevano all’interno dell’area di cantiere della ditta Bredil s.r.l. in località Ciuccafa. In Porto Empedocle il 09.03.13 (località Ciuccafa)

perché, in concorso con il figlio minore, al fine di procurarsi un profitto, si impossessavano di materiale eterogeneo (m.25 circa di ringhiera in ferro, 2 sportelli in ferro relativi ad un box bombole, botola per cisterna in ghisa), che sottraevano alla ditta Baia del Caos, asportandolo mediante introduzione in area recintata, al momento sottoposta a sequestro da parte dell’Autorità Marittima, prelevandolo, tagliandolo a pezzi e caricandolo sul furgone Iveco. In Porto Empedocle il 09.03.13 (località Caos);

perché, in concorso con il figlio minore si impossessavano di materiale ferroso tra cui diverse “lamiere”, che sottraevano alla ditta Soredil Srl ed in particolare lo asportavano  mediante introduzione in area di cantiere recintata, avendo tagliato a pezzi i metalli poi caricati sul furgone suo furgone. In Porto Empedocle il 11.03.13 (località Caos)

perché, in concorso con il figlio minore, al fine di procurarsi un profitto, si impossessavano di ricambi per macchine agricole così di seguito individuati: 1 tirante in ferro per ruspa; 2 motrici in ferro per ruspa; 4 assali in ferro per macchine agricole; 1 ruota in ferro per macchina agricola; una catena in ferro per ruota-pressa; 2 pistoni in ferro per mieti-trebbia; che sottraevano alla ditta di Munì Giuseppe, esercente attività di riparazione di macchine agricole, ed in particolare le asportavano prelevandole dal piazzale antistante alla officina meccanica del Munì, caricandole, di seguito, sul suo furgone. In Cammarata il 07.07.11

perché, in concorso con soggetti rimasti non identificati, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, in tempi e con atti diversi, senza alcuna autorizzazione né iscrizione all’Albo gestori ambientali, raccoglieva rifiuti di natura eterogenea (in ferro, alluminio, ottone, acciaio, rame), li trasportava e quindi vendeva alla ditta Nobile Demolizioni  come rifiuto In particolare: raccoglieva, trasportava e poi conferiva alla ditta NOBILE DEMOLIZIONI s.as; il 14/09/2012, kg 1740 di rottami di ferro, kg 41 di rottami di rame, kg 21 di rottami di ottone, kg 17 di rottami di acciaio e kg 30 di rottami di alluminio, per un importo complessivo di Euro 571,20 (di cui euro 350,00 pagato con assegno bancario); il 03/10/2012, kg 4290 di rottami di ferro, kg 17 di rottami di rame, kg 65 di rottami di alluminio e kg 4 di rottami di ottone, per un importo complessivo di euro 850,80 ( di cui 684,00 pagato con assegno); il 13/10/2012, kg 2700 di rottami di ferro, kg.16 di rottami di ottone, kg 30 di rottami di acciaio, per un importo totale di euro 515,00; il 20/10/2012, kg 1320 di rottami di ferro e kg 45 di rottami di alluminio, per un importo totale di euro 255,90; il 03/11/2012, kg 600 di rottami di rame, kg.210 di rottami di alluminio e kg.5 di rottami di ottone, per un importo totale di Euro 259,00 (per contanti); il 06/11/2012, kg 13 di rottami in rame, per un importo totale di euro 52,00; il 21/12/2012, relativa alla cessione di kg 2230 di rottami di ferro, kg 6 di rottami in rame e kg 2 di rottami in ottone, per un importo totale di euro 474,00; il 28/12/2012, relativa alla cessione di kg 2050 di rottami di ferro, kg 14 di rottami di acciaio e kg 26 di rottami in ottone, per un importo totale di euro 473,20; In Porto Empedocle e Agrigento tra settembre e dicembre 2012;

perché, in concorso col figlio minore e con altro minore, con atti ed in tempi diversi, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, in mancanza delle prescritte autorizzazioni/iscrizioni/comunicazioni, effettuavano attività di raccolta trasporto e commercio di rifiuti consistenti in numerose partite di rottami in ferro, rame, alluminio e acciaio avendoli conferiti e venduti presso la ditta Nobile demolizioni avente sede legale in Contrada Chiappazzo. Fatti accertati in Agrigento da febbraio a giugno 2013

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