Agrigento, la crisi morde la “movida”: inizio 2016, chiudono i locali

Agrigento, la crisi morde la “movida”: inizio 2016, chiudono i locali

0
SHARE

Il quadro regionale relativo al numero di imprese presenti e operanti nel settore della movida siciliana continua a essere traballante: da una parte, infatti, troviamo città che hanno incrementato in un solo anno tale presenza, scalando la classifica nazionale, dall’altra, invece, province che hanno chiuso l’inizio del 2016 in negativo. In generale, l’Italia ha registrato lo scorso anno, secondo quanto rivelato dalla Camera di commercio di Milano attraverso i dati del registro delle imprese al primo trimestre 2016 e 2015, ben 933 mila imprese nel settore e un incremento dello 0,4% rispetto al 2015; questo vuol dire quattro mila aziende in più.

A guidare la classifica nazionale Roma (78 mila, +1,7%, 1.338 imprese in più in un anno), Napoli (60 mila, +0,8%, 460 in più) e Milano (42 mila, +2%, circa 800 in più), distaccate di parecchio dalle due province siciliane presenti nella top 10: Palermo all’ottava posizione con 16.810, contro le 16.686 dello scorso anno (+0,75), e Catania al decimo posto con 15.432 all’inizio dell’attuale anno, 166 in più rispetto al 2015 (+1,1%). E in effetti è proprio il capoluogo etneo a registrare la migliore crescita dell’Isola nel primo trimestre. Sulla stessa scia anche Palermo, Caltanissetta (quasi quattro mila imprese, +1,1%,), Siracusa (6.182 contro i 6.068 del 2015, +1,9%) e Trapani con 89 aziende in più e un aumento dell’1,2% (6.869). Vanno in negativo, invece, Agrigento (-0,8% ), Enna (-0,3%), Messina (-0,2%) e Ragusa (-0,1%). Le cifre confermano quindi un andamento regionale poco omogeneo.

In tutte le città siciliane il numero dei locali di nazionalità italiana supera il 90%. I picchi vengono raggiunti da Catania e Palermo, entrambe con il 94,9%, le stesse province presenti nella classifica delle 10 città con il maggior numero di imprese operanti nel campo della movida. I pesi del capoluogo siciliano e di quello etneo sull’intero settore italiano sono invece rispettivamente dell’1,8% e dell’1,6%, contro l’8,4% di Roma, al primo posto, il 6,4% di Napoli, al secondo, e il 4,5% di Milano, sull’ultimo gradino del podio.

Passando al numero degli addetti che lavorano nel settore, al primo posto troviamo in questo caso il capoluogo milanese con oltre 240 mila lavoratori e un peso sull’industria nazionale del 9,2%. Seguono Roma (200 addetti con un peso del 7,6%) e Napoli, con quasi 121 mila lavoratori e un peso del 4, 6%. La classifica, infatti, ricalca, almeno nelle prime posizioni, quella riguardante il numero delle imprese presenti nel settore. Palermo e Catania, però, ottava e decima nella prima graduatoria, scivolano adesso al sedicesimo e ventesimo posto, la prima con appena 38 mila addetti (1,5%), la seconda con poco di 35 mila lavoratori (1,4%). Nella lista anche Messina, trentacinquesima, con quasi 24 mila addetti (0,9%), Trapani, al quarantottesimo posto (oltre 16 mila e un peso dello 0,6%) e, in fondo classifica, il resto delle province siciliane, di cui Enna rappresenta il fanalino di coda con 4 mila lavoratori e un misero pero dello 0,2%.

Sicilia quindi ancora lontana dalle regioni settentrionali e del Centro Italia e all’inseguimento di importanti realtà del meridione. Oltre a Napoli, infatti, fisso sul podio, città come Bari e Salerno occupano rispettivamente la quinta e la sesta posizione per numero di imprese operanti nel settore della movida. Nel primo caso poco più di 24 mila, nel secondo quasi 23 mila. (Di Valeria Arena per QUOTIDIANO DI SICILIA)

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *