Agrigento, l’ordine degli architetti sul Cupa: “Architettura ha fornito tanti professionisti”

Agrigento, l’ordine degli architetti sul Cupa: “Architettura ha fornito tanti professionisti”

0
SHARE
L'ingresso del Polo Universitario di Agrigento

A seguito della annunciata chiusura di alcuni corsi di laurea attivi ad Agrigento, l’Ordine provinciale degli architetti interviene esprimendo in merito la propria posizione di contrarietà e di solidarietà con tutti i soggetti loro malgrado coinvolti.

Tra i percorsi formativi soggetti a chiusura, infatti, c’è anche quello di Architettura, una realtà esistente da oltre dieci anni che ha favorito la formazione professionale di centinaia di allievi, oggi colleghi, che già da tempo forniscono un fattivo ed importante contributo tecnico e culturale, nonostante l’aggravarsi di una crisi economica che continua ad avvilire la figura dei professionisti.

Dal momento della loro istituzione i corsi di Laurea agrigentini, nel contribuire in maniera rilevante allo sviluppo del territorio provinciale, hanno di fatto promosso e portato avanti un numero elevatissimo di iniziative e ricerche sul tessuto sia urbano che extraurbano, puntando sulla promozione della qualità architettonica del nostro territorio.

Apprendere oggi la notizia della chiusura di una realtà così assolutamente importante per Agrigento, come quella dei corsi di laurea interessati da questa grave situazione di crisi, alla luce peraltro della vocazione culturale e della straordinaria consistenza del patrimonio archeologico ed architettonico di questa città, è per noi fatto di grande amarezza e delusione.

L’Ordine degli Architetti, nel sottolineare la propria posizione di totale contrarietà alla chiusura dei corsi di laurea agrigentini, esprime la propria solidarietà a tutti gli allievi e gli operatori culturali auspicando che tale difficile momento possa essere superato, per riprendere un percorso di ricerca e di valorizzazione di tutte quelle risorse intellettuali di cui questo territorio è ricco.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY