Agrigento, morte di Chiara La Mendola, le parti civili all’attacco

Agrigento, morte di Chiara La Mendola, le parti civili all’attacco

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Battaglia legale al processo per la morte di Chiara La Mendola, la gioavane agrigentina che ha perso la vita dopo una caduta col suo scooter nel dicembre del 2013 dopo aver perso il controllo dello stesso a causa di una buca sul manto stradale. Nella vicenda sono coinvolti e rinviati a giudizio due dirigenti del comune di Agrigento, Giuseppe Principato, 60 anni e Gaspare Triassi 51 anni. Il pm Sardoni li accusa di non aver provveduto alla riparazione della buca fatale ne di aver provveduto alla segnalazione del pericolo “nonostante i ripetuti appelle della cittadinanza”.

I genitori dell’agrigentina si sono costituiti parte civile. Uno dei legali della famiglia ha indicato nella lista dei testi l’ex sindaco di Agrigento Zambuto, sostenendo che alcune strade “in particolare quella dove abita il suocero” sarebbero state asfaltate, nonostante a dire del difensore, fossero in buone condizioni, a discapito, sempre secondo il difensore, del viale Cavaleri Magazzeni, arteria lungo la quale si verificò il tragico fatto.

Nell’ambito dell’iinchiesta, sempre con l’accusa di omicidio colposo, è indagato anche Giuseppe Valenti, 79 anni, l’automobilista che guidava l’auto contro cui la povera Chiara si è schiantata. Il gip Zammuoto accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore di Ignazio La Mendola, fratello di Chiara, ha disposto nuove indagini.

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