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Agrigento, “Non è da me” romanzo di Giammarco Rondelli presentato da Luisa Trenta Musso

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Un momento della presentazione

Copertina libro Non è da me
Copertina libro Non è da me
Simona Frenna e Giammarco Rondelli
Simona Frenna e Giammarco Rondelli
Il salone dell'Associazione Arca di Noè
Il salone dell’Associazione Arca di Noè

L’Associazione “L’Arca di Noe’” si è fatta promotrice della presentazione dell’opera prima di Giammarco Rondelli.  Nell’affollata sede agrigentina  sono stati chiamati a discuterne la scrittrice e poetessa Luisa Trenta Musso e lo psicologo e psicoterapeuta  Matteo Corbo. Brani del libro sono stati letti dall’attrice Simona Frenna e alla fine numerosi sono stati gli interventi che la lettura del libro aveva sollecitato.  Luisa Trenta Musso  lo definisce “un thriller psicologico” ed è tutto incentrato in un rapporto di coppia  particolarmente convulso e fa notare che succede un fatto stranissimo in questo triangolo “ lei , lui e l’altro”.  Quest’altro un giorno sparisce e a “lui” capita di investire un uomo uccidendolo accidentalmente.  Si viene poi a sapere che si tratta del compagno dell’ex. Da qui  nasce un conflitto di coscienza con crisi varie e autoassoluzioni con un finale………..

Non diciamo il finale e la Trenta Musso tiene invece a sottolineare lo straordinario linguaggio che narra  la multiforme maschera della coscienza, per dirla alla Pirandello. L’autore è uno psicologo terapeuta che utilizza tutte le componenti della sua professione “rivestite dalla capacità della parola con un incedere mozzafiato” ( chi aveva letto il libro, nel dibattito finale  confessa di averlo fatto in tre ore )  e la presentatrice Trenta Musso insiste su questo aspetto di lettura avvincente e indica l’audacia dello scrittore, l’io narrante, nell’interpretare in prima persona sia il personaggio maschile che quello femminile. “L’autore cioè si è fatto carico di due personaggi, un po’ lui e po’ lei che ricordano, si lamentano, pensano” avvolti nell’amore-conflitto”. Una capacità di linguaggio che fa persino dimenticare l’importanza della fine del rapporto di coppia sulla quale aleggerà per sempre il rumore della coscienza, della irrisolta giustizia. Un finale stressante ma che “attira moltissimo il lettore” con quella voglia di catarsi sospesa  e sempre lambita dalla tentazione poetica cui Rondelli non rinuncia.

 

 

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