Agrigento: nuovo manifesto programmatico dei poliziotti democratici

Agrigento: nuovo manifesto programmatico dei poliziotti democratici

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Da destra Costantini segretario nazionale e Alletto segretario provinciale

Da destra Costantini segretario nazionale e Alletto segretario provinciale
Da destra Costantini segretario nazionale e Alletto segretario provinciale

E’ stato costituito da circa un mese e già il “Movimento dei poliziotti democratici e riformisti” ha al suo attivo due convegni dibattito. L’ultimo si è svolto ad Agrigento presso il Parco letterario del Caos alla presenza del segretario nazionale Vittorio Costantini e di quello provinciale Antonio Alletto. Anche il questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, ha voluto essere presente e ha rivolto un “caro saluto” a tutti gli organismi che gremivano la sala e provenienti da Sciacca, Porto Empedocle, Licata, Canicattì e Palma di Montechiaro guidati dal segretario generale provinciale Alfonso Imbrò, insieme alle delegazioni provenienti dalle Questure di tutta la Sicilia (Trapani, Enna, Siracusa, Catania, Palermo, Ragusa, Messina) guidate dal coordinatore regionale M.P. Renato Azzinnari. Tema dell’incontro,”Ripartiamo dal Movimento”. Legalità, trasparenza e pluralità i “cardini principali” sui quali, si basa il nuovo sindacato di Polizia che in pochi mesi, come dicevamo, é riuscito ad aggregare ed a coinvolgere numerosi iscritti ed ex dirigenti sindacali provenienti da altre realtà sindacali preesistenti, già affermati, nell’alveo dei sindacati di Polizia come SED, S.P.I.R. e SIULP.

Fotogramma del  primo brindisi per la nascita del sindacato
Fotogramma del primo brindisi per la nascita del sindacato
Il saluto del questore Mario Finocchiaro
Il saluto del questore Mario Finocchiaro
La sala del convegno
La sala del convegno
Presente il questore Mario Finocchiaro
Presente il questore Mario Finocchiaro
Un convegno del sindacato
Un convegno del sindacato
Un minuto di silenzio per le vittime del sindacato
Un minuto di silenzio per le vittime del sindacato

Uno degli interventi

Il nuovo Movimento si propone di diventare “contenitore di una politica sindacale concreta e libera, vicina alle esigenze di ogni iscritto e scevra da interessi di natura personale, dove idee e progetti potranno trovare voce e confronto sia all’interno che all’esterno”. Alla presentazione di lunedì 20 sono stati dibattuti e distribuiti alla stampa i 15 punti del manifesto programmatico del Movimento dei poliziotti democratici e riformisti che al primo punto contemplano un argomento cardine:
1. Apertura procedure rinnovo contrattuale parte normativa ed economica per il personale contrattualizzato e destinazione della somma strutturale di 115 milioni di euro per tutto il Comparto Sicurezza e Difesa, in quota parte ad ogni Amministrazione, con un significativo incremento annuo di risorse sul secondo livello di contrattazione, in attesa di una reale e concreta volontà politica di procedere ad un riordino delle carriere;
2. Ripianamento degli attuali organici della Polizia di Stato nei ruoli Ispettori, Sovrintendenti e
Agenti attraverso lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi banditi, già previsto dalla Legge
D’Alia in materia di graduatorie dei concorsi pubblici, che consentirebbe un notevole risparmio
nella spesa della Pubblica Amministrazione in materia concorsuale e inoltre rappresenterebbe
per circa 20.000 poliziotti l’opportunità di progredire in carriera, senza dover sperare e
attendere un riordino delle carriere di tutto il Comparto Sicurezza e Difesa che non sembra
essere alle porte;
3. Razionalizzazione apparato delle Forze di Polizia e destinare almeno il 50% dei risparmi di
gestione derivanti dai citati processi di accorpamento e razionalizzazione, alle risorse strutturali
previste il personale mediante una significativa rimodulazione e valorizzazione della
contrattazione di 2° livello;
4. Modifica legislativa delle procedure concorsuali per l’arruolamento-assunzione nelle Forze di
Polizia, attraverso bandi di concorso pubblico rivolti ai giovani in possesso dei requisiti
previsti, superando l’attuale modello militare di arruolamento che prevede in via esclusiva la
partecipazione solo al personale che ha prestato servizio nelle Forze Armate, tutto ciò
consentirebbe anche di abbassare l’attuale età media nella Polizia di Stato che oggi è di circa 47
anni;
5. Istituzione di un tavolo tecnico presso i competenti Ministeri, per la definizione della
previdenza complementare a favore del personale del Comparto Sicurezza e Difesa, per
salvaguardare le pensioni di tutti coloro a cui in futuro sarà applicato il sistema contributivo o
misto per il calcolo del trattamento pensionistico;
6. Revisione di talune indennità ancora previste per legge e non contrattualizzate, superate sia in
termini quantitativi che per le modalità di attribuzione (es.: indennità meccanografica,
scientifica e vestiario) mediante recupero di risorse economie he da riportare e reimpiegare sul
tavolo della contrattazione; Apertura procedure rinnovo contrattuale parte normativa ed economica per il personale contrattualizzato e destinazione della somma strutturale di 115 milioni di euro per tutto ilComparto Sicurezza e Difesa, in quota parte ad ogni Amministrazione, con un significativo
incremento annuo di risorse sul secondo livello di contrattazione, in attesa di una reale e
concreta volontà politica di procedere ad un riordino delle carriere;
7. Ripianamento degli attuali organici della Polizia di Stato nei ruoli Ispettori, Sovrintendenti e
Agenti attraverso lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi banditi, già previsto dalla Legge
D’Alia in materia di graduatorie dei concorsi pubblici, che consentirebbe un notevole risparmio
nella spesa della Pubblica Amministrazione in materia concorsuale e inoltre rappresenterebbe
per circa 20.000 poliziotti l’opportunità di progredire in carriera, senza dover sperare e
attendere un riordino delle carriere di tutto il Comparto Sicurezza e Difesa che non sembra
essere alle porte;
8. Razionalizzazione apparato delle Forze di Polizia e destinare almeno il 50% dei risparmi di
gestione derivanti dai citati processi di accorpamento e razionalizzazione, alle risorse strutturali
previste il personale mediante una significativa rimodulazione e valorizzazione della
contrattazione di 2° livello;
9. Modifica legislativa delle procedure concorsuali per l’arruolamento-assunzione nelle Forze di
Polizia, attraverso bandi di concorso pubblico rivolti ai giovani in possesso dei requisiti
previsti, superando l’attuale modello militare di arruolamento che prevede in via esclusiva la
partecipazione solo al personale che ha prestato servizio nelle Forze Armate, tutto ciò
consentirebbe anche di abbassare l’attuale età media nella Polizia di Stato che oggi è di circa 47
anni;
10. Istituzione di un tavolo tecnico presso i competenti Ministeri, per la definizione della
previdenza complementare a favore del personale del Comparto Sicurezza e Difesa, per
salvaguardare le pensioni di tutti coloro a cui in futuro sarà applicato il sistema contributivo o
misto per il calcolo del trattamento pensionistico;
11. Revisione di talune indennità ancora previste per legge e non contrattualizzate, superate sia in
termini quantitativi che per le modalità di attribuzione (es.: indennità meccanografica,
scientifica e vestiario) mediante recupero di risorse economiche da riportare e reimpiegare sul
tavolo della contrattazione;
12. Revisione organica e complessiva dei regolamenti di servizio e di disciplina con l’introduzione
di obblighi e oneri più rispondenti all’evoluzione dei tempi ad oltre 30 anni dalla riforma di
polizia e forme di garanzia e maggiore tutela, specie nella fase cautelare per i procedimenti
disciplinari;
13. Applicazione anche nei luoghi di lavoro ove opera il personale della Polizia di Stato delle
norme riguardanti la sicurezza di cui al D.lgs nr.81/2009
14. Politiche per la casa a favore delle Forze di Polizia, in particolare per coloro che sono
impegnati in territori ad alta densità criminale e riorganizzazione del sistema di riconoscimento
degli alloggi di servizio individuali;
15. Modifica legislativa sul sistema delle trattenute sindacali che operano sul personale della
Polizia di Stato, il quale con l’attuale previsione normativa è obbligato al pagamento annuale e
non mensile come accade in tutti gli altri comparti pubblici e del settore privato.
Argomenti in discussione, come si arguisce, di estrema importanza per i Poliziotti Italiani e i Cittadini tutti, considerato che a distanza di ben 34 anni dalla legge di riforma (121/1981) non sono mai stati affrontati e risolti seriamente. Cosa chiedono oggi i poliziotti riformisti a un ministro degli interni di un governo riformista?
“Noi siamo pronti ad una reale riforma – ci dice il segretario provinciale Antonino Alletto – e ciò non significa che quello che c’è è da buttare via,noi diciamo che c’è una legge di riforma, la 121, che è un po’ antiquata, occorre rivederla e per rivederla significa prendere le parti migliori, confrontarsi con chi vuole cambiare radicalmente le cose. Quando si parla di sicurezza bisogna capire che non è un bene né di sinistra, né di centro, né di destra ma dei cittadini e chiunque ha questa responsabilità deve pensare a questo, che i cittadini sono prioritari. Noi siamo i servitori dello Stato e quindi dei cittadini, né dei politici né dei politicanti che vendono fumo.
Avete parlato di stanchezza per le promesse che datano ormai decine di anni, il primo punto del vostro manifesto sui problemi economici è abbastanza rivelatore. Non vuole essere una battuta ma dovreste raccomandarvi a Papa Bergoglio che ha già preso le difese degli insegnanti “pagati poco”. Bisognerebbe chiedere udienza.
“Lei è stato presente e ha sentito dire che abbiamo un alto tasso di suicidi dovuti purtroppo non a fattori psicologici solamente ma legati agli aspetti economici. Se un poliziotto lavora 24 ore al giorno, lo straordinario gli viene pagato meno di cinque euro ogni ora,non possiamo fare una seconda attività lavorativa e allora diciamo allo Stato dacci la possibilità di fare un’altra attività e decidi tu quale. Lo fanno in Inghilterra e in altre parti di Europa, perché no in Italia? Altrimenti pagaci uno straordinario giustamente dovuto e non sottopagato.
Continuo a chiedermi se ci voglia proprio Papa Bergoglio contro la sordità provata dei governanti.
“Lei lo vuole sapere perché noi non parliamo mai di soldi? Perchè c’è un momento particolare, con gente che sta peggio di noi, ci sentiamo in difficoltà però abbiamo la nostra responsabilità e i nostri governanti dovrebbero capire che un poliziotto va pagato nel giusto modo. Certi casi di corruzione e i suicidi hanno questa matrice e pensare questo è già negativo”.
Ancora però non mi dice nulla su una possibile udienza da Papa Bergoglio. Magari come ultima ratio.
“Papa Bergoglio è un papa molto presente però lei pensa che il Papa va ad interessarsi dei poliziotti”?
Io non ne dubiterei.
“Magari il Papa spendesse una parola anche per noi, incontrarlo poi sarebbe il massimo”!
Speriamo che legga queste dichiarazioni.
“Speriamo”.

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