Agrigento

Agrigento, Procura: “Sindaco di Palma ha agito per avere vantaggi elettorali e favorito cittadina abusiva”

Un avviso di comparizione (con valore di avviso di garanzia), come è noto, è stato notificato al sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino dai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Agrigento per falsità ideologica, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio: la vicenda giudiziaria, riguarda la mancata demolizione di alcuni immobili abusivi ubicati nel territorio del Comune che dovevano obbligatoriamente essere abbattuti.

Castellino comparirà il prossimo 18 ottobre (probabilmente difeso dall’avv. Santo Lucia che già qualche settimana fa aveva assistito l’amministratore in Procura) avanti il procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ipotizza suo carico i seguenti reati: per avere, nella sua qualità di Sindaco di Palma di Montechiaro, attestato falsamente, in pubblici atti inviati alla Prefettura, alla Questura e alla Procura di Agrigento in data 17/7/2017 e in successive comunicazioni, che la demolizione dell’immobile abusivo di proprietà di Provenzani Rosaria, ubicato in Palma di Montechiaro c.da Torre di Gaffe, non poteva essere demolito per ragioni legate alla “tutela della salute pubblica e della pubblica incolumità”, atto ideologicamente falso come emergente dal sopralluogo effettuato dai carabinieri della Sezione di PG della  Procura in data 25/7/017;

per avere, in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso, nella sua qualità di sindaco di Palma di Montechiaro. indebitamente omesso di procedere alle demolizioni degli immobili abusivi edificati in zona di inedificabilità assoluta attestati con sentenza passata in autorità di cosa giudicata, che per ragioni di giustizia dovevano essere demoliti senza ritardo. Ed altresì, per non avere risposto alla nota del 21/8/017 della Procura che richiedeva di conoscere le determinazioni della Sua amministrazione in ordine ad “ogni singolo immobile indicato negli elenchi già trasmessi di immobili abusivi realizzati in zona di inedificabilità assoluta ed attestati con sentenza passata in autorità di cosa giudicata;

per avere, nella sua qualità di Sindaco di Palma di Montechiaro, in tempi diversi ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, violando le norme in tema di demolizione degli immobili abusivi ed illecitamente ostacolando l’attività dei funzionari pubblici addetti all’Utc con l’emanazione di una serie di atti che prevedevano l’annullamento di gare già espletate e lo storno di fondi destinati alle demolizioni, e intenzionalmente procurato a sè ingiusti vantaggi di tipo elettorale e ad altri, i proprietari degli immobili abusivi, un ingiusto vantaggio di tipo patrimoniale. Ed in particolare, per avere, anche con la condotta descritta al primo punto, procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Provenzani Rosaria la cui seconda abitazione di villeggiatura, abusivamente realizzata in zona di inedificabilità assoluta ed attestata con sentenza passata in autorità di cosa giudicata, veniva illecitamente mantenuta in piedi nonostante fossero già state disposte tutte le procedure per la demolizione.

Il 18 ottobre, dunque, Castellino appositamente convocato dovrà chiarire la sua posizione e la circostanza si preannuncia piuttosto complicata attesa la dichiarazione di stasera del primo cittadino palmese che, senza mezzi termini, ha sparato a zero sul provvedimento giudiziario, anticipando in questo modo il suo pensiero: “Non accetto lezioni di moralità da nessuno, neppure dalla Procura”.

Poi, i toni sembrano smorzati, ma non è così: “Sono sorpreso, perchè avviene tutto nel momento in cui il Libero consorzio sta per ultimare la gara per aggiudicare gli interventi di demolizione. E’ domani che verrà ultimata la gara. Sono anche rammaricato e con l’amaro in bocca perchè, dimostrando di amare la mia terra e la mia comunità, sono andato incontro a tutto questo. Sono un uomo dello Stato è vero, ma sono anche un uomo del popolo. E in quattro mesi d’amministrazione non ci si poteva aspettare che risolvessi problemi che si trascinano da circa 30 anni. Avevo espresso tutte le mie perplessità sulla tenuta del bilancio – aggiunge – Perplessità che sono state fugate dal ragioniere capo del Comune e pertanto siamo andati avanti con la gara d’appalto per le demolizioni degli immobili abusivi. La Procura fa bene a fare il suo lavoro e giorno 18 mi presenterò per chiarire la mia posizione. In questi mesi ho cercato di far coniugare i principi di giustizia e legalità, ma non posso accettare che lo Stato diventi vessatorio. Ritengo sia un abominio demolire 35 villette a Licata e poi costruire un villaggio turistico in una zona vergine”.

Lo scorso 7 agosto, Castellino – scrivendo al prefetto Nicola Diomede e al procuratore capo Luigi Patronaggio – ha revocato il protocollo d’intesa sottoscritto con la Procura. A Palma di Montechiaro sono quasi 2 mila gli immobili abusivi.

“Vogliamo discernere – aveva scritto allora Castellino – e riqualificare quanto di esso sia da scrutinarsi di prevalente interesse pubblico e quanto non presenta tale attributo e deve essere demolito. Demolire a macchia di leopardo, indiscriminatamente, non è foriero della rinaturalizzazione dell’area e può creare un aggravio delle problematiche ambientali. Senza dire che resta intollerabile socialmente assistere alle demolizioni delle abitazioni e, contestualmente, alla volontà di autorizzare villaggi turistici nella stessa fascia di rispetto”.

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