Agrigento, prostituzione e riti “Voodoo”: condannati 5 nigeriani

Agrigento, prostituzione e riti “Voodoo”: condannati 5 nigeriani

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Sono stati condannati dal Tribunale di Agrigento i 5 nigeriani coinvolti nell’inchiesta denominata “Voodoo” e accusati di associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. La vicenda riguarda una tratta di donne portate in Italia dalla Nigeria alle quali veniva prospettata la possibilità di un lavoro e una volta sbarcate nell’isola di Lampedusa  smistate nei vari centri di accoglienza una volta ottenuto l’asilo politico, dovevano vendere il loro corpo sulle strade di Ravenna. Nello specifico ecco le condanne inflitte: 6 anni di reclusione e 70 mila euro di multa a Destiny Obuh, soprannominato “Bros Happy”, di 36 anni (la richiesta del Pm è stata 12 anni di reclusione e 90 mila euro di multa); 6 anni di reclusione e 70 mila euro di multa a Uche Obuh, soprannominata “Vera” di 26 anni (8 anni e 90 mila euro di multa);  6 anni di reclusione e 70 mila euro di multa a Bridget Owanlengba, 28 anni (8 anni e 90 mila euro di multa); 5 anni e 8 mesi di reclusione e 68 mila euro di multa a Endurance Obuh, di 30 anni (“; 8 anni e 80 mila euro di multa); 3 anni e 8 mesi e 2 mila euro di multa a Famous Erengbo soprannominato “Pape”, di 40 anni (4 anni e 3 mila euro di multa).  L’ordinanza cautelare eseguita dai carabinieri il 2 maggio dell’anno scorso, era stata firmata dall’allora Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, su richiesta del procuratore capo Renato Di Natale, del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto procuratore Salvatore Vella.

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