Agrigento, protocollo Procura – Comune su 700 demolizioni; chiesti 1000 euro per...

Agrigento, protocollo Procura – Comune su 700 demolizioni; chiesti 1000 euro per fermare ruspe

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Il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, il procuratore capo, Renato Di Natale e Francesco Di Giorgio della Forestale

Un protocollo di intesa, che ratifica ed individua i criteri in base ai quali stabilire l’ordine dei circa 700 immobili abusivi da demolire, è stato firmato dalla Procura di Agrigento e dal Comune. Il documento è stato illustrato in una conferenza stampa tenuta dal procuratore Renato Di Natale e dall’aggiunto Ignazio Fonzo, presente il responsabile della sezione di Polizia giudiziaria del Corpo Forestale, Francesco Di Giorgio. Un primo lotto di manufatti abusivi è stato già demolito nella zona “A”, ad inedificabilità assoluta, del Parco archeologico Valle dei Templi.
L’iniziativa mette un punto fermo sulle recenti polemiche sollevate ad arte e che hanno creato confusione e dispiaceri. La Procura di Agrigento, come detto oggi in conferenza stampa, intende proseguire l’azione legalitaria e di rispetto delle leggi senza fare sconti a nessuno. Non solo Agrigento, ma anche gli altri territori comunali della Provincia ricadenti sotto la giurisdizione della Procura agrigentina avranno pari trattamento: cadranno gli abusi edilizi di Licata, Palma di Montechiaro e Realmonte (dove peraltro sono stati già abbattuti gli ecomostri e dove proprio recentemente è stato demolito altro immobile abusivo).
Discorso a parte merita l’intervento del procuratore capo, Renato Di Natale e del procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo sulle ultime vicende legate alle iniziative di Giuseppe Arnone, alcune delle quali, inopinatamente, finite tra le pagine di un tg nazionale. Di Natale, senza mai pronunciare il nome di Arnone (e manco quello del tg e relativo giornalista) ha evidenziato come sulla scorta del nulla è stato realizzato un servizio che ha mistificato la realtà dei fatti. Invitando i giornalisti a verificare le fonti e l’attendibilità dei propalatori di informazioni. Corbellerie – ha detto Di Natale – a fondamento di un servizio che andava verificato. “Mi è stato chiesto di replicare ad un servizio basato su corbellerie. Non replico a queste cose, bisognava far bene prima”.
La stoccata arriva improvvisa e quasi a fine conferenza: “L’ordine degli avvocati dovrebbe valutare se è consono allo status di avvocato farsi portare via a forza dalla Polizia e finire immortalato su tutti i giornali italiani. Così come deve valutare se è legittimo chiedere mille euro ai clienti promettendo il mancato abbattimento dell’immobile”.
Non meno tenero il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo: “E’ mai possibile che si dia credibilità a soggetti non titolati ad intervenire sulle vicende legate alle demolizioni? Un quisque de populo, un semplice e non titolato cittadino che crea i problemi che avete visto. Noi, dopo aver studiato ed approfondito i problemi e le questioni giuridiche connesse, elaboriamo le soluzioni e facciamo applicare solo le leggi e obbediamo solo a quelle. Noi per le demolizioni non ci affidiamo a sorteggi o a procedure oscure. Applichiamo solo la legge e continueremo a farlo. La questione delle demolizioni può subire variazioni solo con provvedimenti legislativi. E’, dunque, un problema politico non certo giudiziario. Sino a quando le leggi saranno queste noi le faremo rispettare. Gli immobili da demolire sono tali perché gli illeciti edilizi sono stati definitivamente accertati e sanzionati con sentenze passate in giudicato emesse da Giudici della Repubblica. Confondere i piani, prospettando il mancato colpevole intervento della Procura riguardo ad immobili asseritamente abusivi in assenza di certi e definitivi pronunciamenti in proposito, é non solo opera mistificatoria di disinformazione, ma dimostrazione di inequivocabile ignoranza. Così come dimostrazione di crassa ignoranza é l’affermare che sarebbe stato annunciata, contrariamente al vero, da parte della Procura – che giammai ha effettuato comunicazioni al riguardo – l’avvenuta demolizione di un immobile prima che, come poi si è verificato, si pronunciasse il Giudice, cui si era rivolto il proprietario, che ha statuito il 29 settembre l’infondatezza della richiesta di bloccare l’abbattimento di un locale pizzeria. Chi ha agito in questo modo non conosce l’abc del diritto e dimostra una conoscenza meno che superficiale delle tematiche in questione, o peggio é in palese malafede”.
Demolizioni, protocollo intesa Comune – Procura Agrigento

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