Agrigento, solo quattro candidati sindaco partecipano al dibattito di “#Agrigento manifesta”

Agrigento, solo quattro candidati sindaco partecipano al dibattito di “#Agrigento manifesta”

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Incontro candidati sindaci, Arnone, Cirino, Dalli Cardillo e Di Rosa

Che sarebbe stato assente  al dibattito promosso da “#Agrigento Manifesta” Marco

Il comizio di Arnone a Porta di Ponte
Il comizio di Arnone a Porta di Ponte
Incontro candidati sindaci Agrigento, Arnone, Cirino, Dalli Cardillo e Di Rosa
Incontro candidati sindaci Agrigento, Arnone, Cirino, Dalli Cardillo e Di Rosa
Incontro candidati sindaci, Arnone, Cirino, Dalli Cardillo e Di Rosa
Incontro candidati sindaci, Arnone, Cirino, Dalli Cardillo e Di Rosa
Incontro candidati sindaci, Duomo  Agrigento, Arnone, Cirino, Dalli Cardillo e Di Rosa
Incontro candidati sindaci, Duomo Agrigento, Arnone, Cirino, Dalli Cardillo e Di Rosa

Marcolin ce lo aveva confermato 15 giorni fa nell’intervista a Grandangolo. Stasera nel saloncino di via De Castro messo a disposizione da don Gino Pontillo all’assemblea #Agrigento manifesta,  erano presenti solo quattro dei sindaci candidati (Giuseppe Arnone, Andrea Cirino, Emanuele Dalli Cardillo, Giuseppe Di Rosa) mentre risultavano assenti  Silvio Alessi per un improvviso mal di denti e Calogero Firetto che non volendo più subire aggressioni da Arnone aveva confermato qualche giorno fa di non partecipare a qualsiasi dibattito pubblico.

E se tre assenti su sette ci sembravano troppi per una esternazione amministrativa sulla città, a fine incontro ci dobbiamo ricredere perché l’occasione di discutere ha avuto un ottimo e proficuo esito. Anzi si sono apprese situazioni  inedite, finalmente venute fuori da un confronto-confessione  che  dovrebbe far arrossire i precedenti “governatori” e indignare per la loro pusillanimità gli stessi agrigentini. Dal Firetto che da circa due anni – dice Di Rosa – è assente in Regione e si becca 15 mila euro mensili al Prg di Agrigento mai firmato da Imbesi che lo aveva stilato, al Parco archeologico gestito “per non far sviluppare Agrigento”.

E poi un nugolo di “quisquilie” come “una buona fetta di Agrigento scarica a mare, l’università che scarica nel vallone, il Villaggio Mosè bancomat del Comune che scarica sul fiume Naro,via Imera che scarica sulla forestale” senza dimenticare l’interrogativo, tanto per cambiare, “dove scarica Porto Empedocle”? E a Marinella e Lido Azzurro? – incalza Arnone. Giuseppe Di Rosa sindaco porterebbe gli atti in Procura. Questi i primi assaggi di un dibattito gestito con tatto e  fermezza da Ilaria Bordenca, Federica Salvo coadiuvate da Azzurra Saviano e Alessandro Sardone videomaker per l’occasione. La prima domanda è durissima riferendosi al 62% di disoccupazione e a quali politiche per abbatterla. E’ la domanda chiave alla quale i candidati rispondono  all’unisono con riferimenti alle pratiche commerciali trasparenti, all’utilizzo e affidamento delle strutture di proprietà comunali, vendere a cifre di favore i circa 250 immobili comunali, la fiscalità di  vantaggio, il recupero dei fondi europei soprattutto per i settori dei beni culturali e il turismo. Per Dalli Cardillo  bisogna essere contrari a un nuovo consumo di suolo mentre occorre investire sul centro storico e stabilire il reddito di cittadinanza.  Ancora altre quisquilie piombano sul dibattito e ti vien da chiedere  ma perché i precedenti sindaci non ci hanno mai pensato  a tutto questo o perché magari non sono riusciti a pensarlo, come la viabilità urbana, le tasse più alte d’Italia e qui il pensiero  dei candidati è andato al sindaco Piazza che oggi se ne sta al ministero accanto ad Alfano, a Marco Zambuto che se ne sta accanto al segretario regionale del Pd  Raciti che “porta il mantello a ruota  e fa il notaio”, far ripartire l’economia con nuovi locali, nuove attività commerciali con un cambio di mentalità perché non può accadere che un titolare di b&b in via Atenea ostacoli l’apertura di un altro locale a lui vicino come è accaduto in maniera clamorosa.

Le rivelazioni, le denunce, le domande si moltiplicano con uno stillicidio che fa onore agli organizzatori e chissà che sfracelli ci sarebbero stati con la presenza degli assenti allorché si accenna alle  5mila case fantasma che non pagano le tasse, alle 7800 pratiche di sanatoria che potrebbero far incassare un po’ di milioni, e poi  un pensierino all’Enel, alla Telecom, a Girgenti acque che non pagano il suolo nonostante ci siano dei regolamenti.

Il discorso cade su viabilità  emergenziale e progettuale, sulle scale mobili vantate da Arnone (il cui comizio dell’altra sera ha avuto pochi “eletti” presenti), sulle spese della politica cavallo di  battaglia del pentastellato Dalli Cardillo e del precursore Di Rosa che ricorda la sua paga di vice-presidente del consiglio a 400 euro mensili, sul Cupa che ha “un buco di nove milioni di euro” mangiatoia della politica clientelare  e con una università che deve essere riportata ad abitare la città e il centro storico”- dice Cirino -. Un bel busillis resta nella nostra città lo spazio che occorre dare alle intelligenze messe da parte e come intercettare il turismo giovanile. Singolare rimane anche la proposta della “cultura comica” che secondo il metodo Arnone dovrebbe essere incentivata presso il “Teatro Pirandello”. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i vari Analfino, Moscato e altri che Arnone va citando come fossero pillolette  della solita diagnosi “panem et circenses”.

L’incontro si chiude con alcune domande pepatissime del pubblico sul voltagabbanismo, sulle regole interne dei 5Stelle, sulla richiesta di priorità riguardo le tasse comunali, sui vecchi consiglieri che si ripropongono, sulle cauzioni ripetute di Girgenti acque e sulle sue assunzioni di personale. Insomma una città  “assatanata” e assetata di giustizia e di equità.

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