Agrigento, tra libri di mafia e “ndrangheta” ecco la “Civiltà dei bambini”

Agrigento, tra libri di mafia e “ndrangheta” ecco la “Civiltà dei bambini”

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Buon segno. Tra un libro di mafia e un altro di ndrangheta si è presentato ad Agrigento il libro di Margherita Rimi “La civiltà dei bambini – 11 poesie inedite e una intervista”. L’iniziativa la si deve all’Associazione “Ciak donna” presidente Angela Megna che ha anche curato una acuta e dettagliata presentazione dell’opera, collaborata dal dottor Antonio Vetro responsabile del Dipartimento di Sanità mentale e neuropsichiatria infantile di Agrigento e da Gaspare Agnello che cura una rubrica letteraria su TelevideoAgrigento.
La stessa Rimi è una psichiatra infantile ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni poetiche (“Per non inventarmi” e “La cura degli assenti”). La penultima pubblicazione risale al maggio 2012 allorchè l’editore Marsilio diede alle stampe “Era farsi”, una auto-antologia datata 1974-2011 dove la Rimi raccoglie il fior fiore della sua poetica che ha trovato l’attenzione di Maurizio Cucchi, uno dei maggiori critici italiani e con una prefazione di Daniela Marcheschi che annota “l’infanzia evocata dall’autrice con una sua identità precisa e una specificità derivante dalla sua formazione culturale e dalle sue conoscenze scientifiche”. Pubblico in prevalenza di donne quello che ha presenziato all’incontro, formato da colleghi medici, dirigenti sanitari e assistenti sociali che da tempo seguono e apprezzano lo scandagliare poetico della Rimi nel descrivere la misteriosa epifania del fanciullo. “Ed è nel momento in cui medico e poetessa s’incontrano – scrive Angela Megna – che nasce la singolare e unica poesia”.


Angela Megna Margherita Biondo e Gaspare Agnello relatori del libro
Angela Megna Margherita Biondo e Gaspare Agnello relatori del libro

Margherita Biondo, altra preziosa poetessa agrigentina che è stata moderatrice dell’evento, ha accennato ad “una poesia fuori dal coro, essenziale e scarna”, alla pari con Angela Megna che vi intravede “un linguaggio concreto scarno ma efficace e come dice Giovanni Cara in un suo saggio la parola narrativa non è solo testo ma anche metatesto e riflessione in un complicato gioco di specchi”.
Palpabile concretezza che si rivela nella lettura di alcune poesie affidata alla sensibilità dell’attrice Giusy Carreca in questa toccante congiuntura tutta al femminile che completa le asprezze degli altri argomenti che affollano l’estate dei caffè letterari agrigentini.
Da notare che l’incontro con la Rimi era stato fissato per le 18,30 mentre appaiono molto chic i caffè letterari alle 10 della sera che “vanno in buca” per qualche decina di persone.
Ma forse è già tanto.

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