Agrigento: turismo e cultura tutto ancora da verificare (foto Romeo)

Agrigento: turismo e cultura tutto ancora da verificare (foto Romeo)

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Forum sul turismo, il tavolo dei relatori

Forum turismo, plastico
Forum turismo, plastico
Il plastico del porto turistico di Licata
Il plastico del porto turistico di Licata
La rassegna espositiva
La rassegna espositiva
Forum sul turismo, tavolo relatori
Forum sul turismo, tavolo relatori
Si è chiuso questa mattina al Dioscuri Bay Palace hotel di Agrigento il secondo Forum del turismo, organizzato, insieme agli altri partner e nell’ambito del progetto “Marchi d’area e club di prodotto”, dal Libero consorzio comunale, ex Provincia regionale di Agrigento.
Leonardo Urbani e il moderatore Franz La Paglia
Leonardo Urbani e il moderatore Franz La Paglia

Leonardo Urbani
Leonardo Urbani
Manifesto del Parco letterario del Gattopardo
Manifesto del Parco letterario del Gattopardo
Miniricostruzioni  di monumenti a Palma di Montechiaro
Miniricostruzioni di monumenti a Palma di Montechiaro
Un totale del salone espositivo
Un totale del salone espositivo
Uno stand  dell'esposizione
Uno stand dell’esposizione

Ieri sera invece è stata interessante la proposta della curia vescovile: “Medioevo agrigentino. Architettura, arte e fede. Proposta culturale e fruizione turistica”. Relatori Don Giuseppe Pontillo direttore Beni culturali ecclesiastici della Arcidiocesi agrigentina; Domenica Brancato, storica dell’arte, don Fabio Raimondi direttore Beni culturali ecclesiastici Cesi, l’architetto Valeria Amato relatrice su Palma di Montechiaro e l’intervento dell’assessore comunale Beniamino Biondi. Mancava un buona relazione su Naro il cui barocco, evidentemente, produce ancora delle vertigini non solo in senso estetico ma anche organizzativo. In chiusura, ci ha pensato a ricordare Naro l’intervento del signor Morgante che si è preso anche il gusto signorile di plaudire gli interventi.
Una dimenticanza che potrebbe essere letta come indizio di certa politica girgentana che fa quadrato molto parrocchiale agli interessi turistici di campanile. Perché sicuramente non sono ripetibili in quel modo iniziative monetarizzate come la strada degli scrittori e la Kolimbetra col risultato di tenere a debita distanza un più vasto pubblico che “merita” l’offerta di un cambiamento. Si legga a questo proposito l’intervista rilasciata a Grandangolo dal prof. Leonardo Urbani sul turismo relazionale e innovativo, soprattutto laddove accenna ad un mondo sbagliato e a un’era moderna che va a finire. Se ci mettiamo poi l’elitario (a sua insaputa) Teatro Pirandello e i progetti della Fondazione, oggi un semplice fantasma, si possono tirare le somme come la cultura (o rivoluzione culturale?) da cui il sindaco Firetto non si è voluto separare assumendola ad interim, sia lontana da speranze di rifondazione.
In molti avevano contato su Beniamino Biondi oggi costretto a vigilare su asili nido e derattizzazioni interne alle aule e sulle antiche scalinate (come lui stesso ha ricordato) a rischio distruzione nel centro storico. Occorre ricordare che a Biondi si devono “ribaltamenti” tipo Vallicaldi-Cannameli road e non si devono certo alla “Officina delle idee” di cui Firetto è presidente e di cui si vorrebbe sapere quali idee in tutti questi anni abbia suggerito a una città politicamente sotto scopa. Siamo pronti a recuperare il flusso e il riflusso che ci eravamo persi, probabilmente. Trionfante il comunicato diffuso sulla conclusione della cinque giorni convegnistica. A molti osservatori è parso però che l’afflusso del pubblico sia stato medio-scarso. Prendiamo per buono comunque il dato statistico che viene fornito dall’osservatorio che “ha evidenziato come in questo periodo le presenze turistiche in provincia siano aumentate, un dato che indubbiamente lascia ben sperare per il futuro. Gli imprenditori agrigentini continuano ad investire nel turismo, significativo in questo senso l’aumento complessivo dei posti letto messi a disposizione, con dati che riferiscono di una leggera flessione degli stranieri ad Agrigento ma, al tempo stesso, di un aumento dei turisti italiani, segno di una lenta ma costante inversione di tendenza rispetto alla forte crisi degli anni precedenti. Il settore, dunque, ha una buona tenuta, pur in una stagnazione delle scelte politiche per lo sviluppo del territorio”.

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