Agrigento

Akragas costretta ad emigrare a Siracusa, lo stadio diventa un caso. Firetto: “Illuminazione? Comune potrebbe realizzarlo”

La squadra dei Templi, dopo il no della Figc ad una ulteriore proroga per giocare allo Stadio Esseneto, dovrà giocare le gare casalinghe al “De Simone” di Siracusa. Esplode la rabbia dei tifosi che chiedono il rimborso degli abbonamenti: “In tre anni non è stato fatto niente”. Intanto, mentre il presidente onorario Giavarini scrive la lettera di congedo da Agrigento la questione Stadio diventa un caso politico. 

Che Agrigento sia la terra dei paradossi, delle contraddizioni, o come si dice da quelle parti “la terra di Pirandello”, è sotto gli occhi di tutti: contraddizioni che, in questo caso, si manifestano anche a livello sportivo. L’Akragas, squadra di calcio della Città dei Templi, è stata l’unica società che ha potuto beneficiare – negli ultimi due anni – della sponsorizzazione dell’Enel , il colosso dell’energia, che mai ha investito nel mondo del calcio. Oggi, però, l’Akragas deve rinunciare al proprio stadio ed emigrare a Siracusa, dove giocherà le prossime partite casalinghe, proprio perché manca la luce.

La società dei Templi doveva realizzare l’impianto di illuminazione già tre anni fa, alla prima promozione in Lega Pro. Un continuo rinvio, di anno in anno, ha però logorato questa vicenda e, adesso, i nodi vengono al pettine. La Figc, infatti, ha negato per il terzo anno consecutivo la deroga allo Stadio Esseneto che, proprio a partire dalla prossima giornata, resterà chiuso. Come spesso avviene in questi casi si è già alla ricerca di cause e responsabili nel consueto gioco dello scarica barile.  Ma la parte lesa, alla fine, sono sempre i tifosi che, adesso, per seguire la squadra del cuore giocare in casa dovranno, di fatto, spostarsi di centinaia di chilometri.  Il caso Esseneto, come si diceva, è divenuto un caso politico: la scorsa estate il consiglio comunale di Agrigento approvò una convenzione – mai in realtà entrata in vigore – in cui si concedeva la gestione dell’impianto per 9 anni all’Akragas: attualmente, infatti, è il Comune che paga spese e bollette riguardanti l’Esseneto. In tal senso è intervenuto anche il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, a margine di una conferenza stampa convocata appositamente per discutere della “vicenda Akragas”.

“Siamo con una comunicazione di inizio dei lavori nell’agosto di quest’anno ed è ancora a piedi perché i tempi di esecuzione ci sono ancora tutti. E’ evidente che farlo ora sarebbe fuori dalle regole e un andare contro la società in maniera gratuita nel momento in cui si dice che ci siano trattative in corso. Ma siccome l’Akragas è patrimonio della nostra città è evidente che siamo qui a voler ragionare con la dirigenza perché evidentemente se dovesse venir meno questo impegno conclamato anche per iscritto (dopo la convenzione) il Comune può realizzarlo in proprio, modificando la convenzione, ed entro novembre cambiare il bilancio inserendo l’opera nel piano delle opere pubbliche.” 

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