Agrigento

Akragas, Giavarini infastidito abbandona conferenza conferenza: “Sembra che il problema siamo noi; ho bisogno di riflettere”

Marcello Giavarini  mostra l'articolo incriminato

Marcello Giavarini mostra l’articolo incriminato

E’ durata meno di 90 secondi la conferenza stampa convocata da Marcello Giavarini per fare chiarezza sulla situazione della società a pochi giorni dal termine per l’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro. Un articolo pubblicato stamani su La Sicilia lo aveva parecchio infastidito.

La sala stampa dell’Esseneto è affollata da giornalisti e tifosi, invitati a seguire. La città di Agrigento era in attesa di avere qualche delucidazione in più rispetto alle confusionarie news uscite ad intermittenza nell’ultimo periodo.

“Avevo tutto pronto ma ho deciso di prendere altri due giorni per riflettere. Da quello che leggo sui giornali sembrerebbe che il problema dell’Akragas siamo noi. Finora, solamente io e il presidente Alessi ci siamo fatti carico delle spese e non mi sento accettato dalla città di Agrigento.” Sono state queste le poche parole espresse da Giavarini nella conferenza – lampo.

I problemi ci sono, e ci sono da almeno 6 mesi. Non fu e non è tuttora una casualità la “crisi” societaria avvenuta nel mese di Dicembre. Da lì, che noi prenderemo come momento di origine, la società era apparsa evidentemente non spaccata ma quantomeno divisa su determinati aspetti sia tecnici che gestionali. Non si spiegherebbero, invero, alcune peculiarità che non sono passate inosservate: Tirri, vicepresidente, si è sicuramente defilato perlomeno dal punto di vista mediatico, così come pure Giavarini; al contrario, la “minoranza” ha preso in mano le redini della società e da questo assunto è facile comprendere che i primi passi di quanto detto sono testimoniati dalle nomine di Dario Scozzari e Totò Catania, uomini della dirigenza storica dell’Akragas e, ricordiamolo, in un primo momento estranei dalle sorti biancazzurre.

Il problema, che lo ribadiamo, esisteva da prima, forse, poteva e doveva essere gestito in maniera più cauta, con meno uscite possibili e un lavoro sottotraccia. Chiaramente alcuni interventi che si sono alternati nell’ultimo periodo, compreso quello di stamattina che ha visto protagonista il presidente Giavarini, hanno dato un’accelerata alla situazione.

La situazione, ad oggi, è questa. Marcello Giavarini non è per niente convinto, per diversi motivi che saranno anche affari suoi, di rimanere al timone da socio unico della società. Per fare calcio ci vogliono i soldi e, possiamo dire tutto al presidente licatese, ma finora è quello che ha messo sul piatto. Dopo un anno formativo in Lega Pro, possibilmente, si è resi conto (non si scopre da oggi) che per sostenere un campionato di tale entità, con determinati costi di gestione ed elevate spese, ci vuole una società solida. E, al momento, l’Akragas non lo è.

 

 

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