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Alfano a Tripoli, ‘più sicurezza, meno migranti’

Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha compiuto una visita nella Tripoli del premier Fayez Al Sarraj con la quale ha rilanciato la strategia politico-economica italiana per stabilizzare la Libia e quindi per tamponare la falla che sversa sulla coste italiane le migrazioni in partenza da Africa e Medio Oriente. Una strategia che gia’ sta producendo effetti positivi e ha consentito al ministro di tirare un “bilancio dopo circa un anno di governo in Libia: piu’ sicurezza, meno migranti”, ha twittato Alfano. Proprio mercoledi’ un nuovo salvataggio di disperati alla deriva su due imbarcazioni soccorse dalla Guardia costiera libica e’ stato considerato dalla Marina militare italiana come “uno dei primi evidenti risultati delle attivita’ di supporto tecnico e operativo” fornite dall’Italia alla Libia di Sarraj. Il paese dal 2011 orfano del colonnello Muammar Gheddafi e’ ancora instabile e pericolosamente frammentato. Il capo della diplomazia italiana e’ andato quindi a Tripoli dichiaratamente per rinnovare l’impegno dell’Italia a sostenere l’azione del Rappresentante Speciale dell’ Onu, Ghassan Salame’. Il mediatore libanese, attraverso un suo “piano d’azione”, ha rilanciato il dialogo politico tra parti libiche ottenendo l’inizio dei lavori di riscrittura dell’accordo di Skhirat del 2015, quello rimasto bloccato dal nodo della guida delle future forze armate libiche. “E’ passata l’idea che troppe mediazioni e troppi mediatori”, ha detto Alfano in un’audizione al Senato prima di partire per la Libia, hanno portato pochi risultati”. Il riferimento al presidente francese Emmanuel Macron e al suo vertice di Parigi a luglio tra Sarraj e il generale Khalifa Haftar e’ stato implicito ma chiaro. “L’accoglienza che il Governo italiano ha riservato al generale Haftar a Roma, martedi’ scorso, si inquadra nello sforzo italiano di vedere unita la Libia”, ha spiegato Alfano in linea con le dichiarazioni del ministro della Difesa, Roberta Pinotti. La visita a Tripoli, culminata gia’ in apertura in un colloquio con Sarraj, ha puntato ad approfondire il partenariato bilaterale con particolare nei settori della sicurezza e dell’economia. “Ora puntare sulla crescita”, ha twittato Alfano indicando la via da seguire. Il premier libico ha fatto sottolineare che si e’ parlato soprattutto di “lotta contro l’immigrazione clandestina” e di “frontiere sud” da rendere meno permeabili ai traffici illeciti “addestrando forze libiche ed equipaggiando le guardie di frontiera con uno sviluppato sistema elettronico”. Alfano fra l’altro ha dichiarato “l’intenzione di dare seguito al Forum economico italo-libico di Agrigento” che nel luglio scorso “ha dimostrato come gli imprenditori italiani siano pronti a tornare a investire in Libia”: “possiamo gia’ parlare di un Piano Marshall per la Libia, di cui il nostro Paese e’ capofila in Europa”, ha sintetizzato il ministro.

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