Alfano ad Agrigento incontra i sindaci di 11 comuni e rassicura sull’Università

Alfano ad Agrigento incontra i sindaci di 11 comuni e rassicura sull’Università

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Il prefetto Diomede il ministro Alfano il questore Finocchiaro

Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano, in primo piano Elisa Virone
Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano, in primo piano Elisa Virone
Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano, in primo piano Parello e Cuffaro
Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano, in primo piano Parello e Cuffaro
Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano
Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano
Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Angelino Alfano
Alcuni degli undici sindaci presenti al vertice con Angelino Alfano
Angelino Alfano
Angelino Alfano
Gli undici sindaci presenti al vertice con Alfano
Gli undici sindaci presenti al vertice con Alfano
Gli undici sindaci presenti al vertice con il ministro Alfano
Gli undici sindaci presenti al vertice con il ministro Alfano
Il ministro Alfano saluta il prefetto Diomede
Il ministro Alfano saluta il prefetto Diomede
Il prefetto Diomede e il ministro Alfano
Il prefetto Diomede e il ministro Alfano
Il prefetto Diomede il ministro Alfano il questore Finocchiaro
Il prefetto Diomede il ministro Alfano il questore Finocchiaro
In primo piano l'on. Fontana e il sindaco di Favara Manganella
In primo piano l’on. Fontana e il sindaco di Favara Manganella
Tre degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano
Tre degli undici sindaci presenti al vertice con Alfano

Ancora un ritorno del ministro Angelino Alfano ad Agrigento. A poche settimane di distanza dall’incontro in Prefettura sulla sicurezza pubblica, il ministro degli Interni ha incontrato in prefettura gli undici sindaci  del Distretto socio sanitario D1, Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo, Porto Empedocle, Raffadali, Realmonte, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, Siculiana Una riunione con sindaci, vicesindaci  e presidenti di consigli comunali del territorio, interessati al “Piano di azione coesione, programma nazionale servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti”. Nel corso dell’incontro, aperto alla stampa, il ministro Alfano ha illustrato i fondi nazionali, finanziati e assegnati dal ministero dell’Interno, a Comuni del distretto di Agrigento, per un importo di 1.896.015 euro. Il ministro ha posto l’accento sul tema della sicurezza degli anziani “per vivere con maggiore serenità” precisando come l’intervento sia a totale carico dello  Stato che insiste su segmenti molto significativi e compiacendosi  del “bellissimo segnale del Governo che continua a mettere sotto valutazione crescente il sostegno ad anziani non autosufficienti a iniziare dalla delibera del Cipe del 2013 e che fino al 2023 dovrebbe andare avanti per le regioni a obiettivo convergenza”.

Come già aveva accennato nel precedente incontro su ordine e sicurezza Alfano conferma che il nostro territorio sarà interessato ai fondi per l’immigrazione oltre alla possibile ipotesi di un intervento governativo per l’università. Intanto l’assegnazione dei fondi all’infanzia avrà come risultato l’accesso di 343 bambini agli asili nido e in particolare a Favara dove sarà possibile l’apertura di due asili nido chiusi a gennaio, mentre ad Aragona 78 bambini potranno usufruire di un parco giochi e varie attività ludiche. Alfano si congratulato con  i rappresentanti di questi comuni che erano stati solleciti nella presentazione dei progetti mentre per gli altri distretti ha annunciato che sono in cantiere altri 7 miliardi di euro. Nel corso dell’incontro Alfano ha risposto al fuoco di fila delle domande dei cronisti soprattutto sull’università. Anche stavolta, come già Grandangolo aveva riportato, il ministro conferma le riunioni organizzate a Roma col rettore La Galla e altri esperti che nei prossimi giorni si riuniranno ancora per attuare la serie di progetti che già si trovano sul tavolo del ministro degli interni. “Se l’università agrigentina è nata con la vocazione ai beni culturali, oggi dobbiamo ridare una nuova vocazione per il suo rilancio che potrebbe essere benissimo l’immigrazione con tutti i suoi aspetti geografici, geopolitici, etnici, commerciali, l’università non lascia ma raddoppia - risponde Alfano al cronista che gli chiede se il Cupa chiuda oppure no. “Dobbiamo essere intelligenti e lungimiranti per rilanciare il consorzio universitario”.

Non poteva mancare, infine, un ulteriore accenno agli episodi terroristici di questi giorni e all’apprensione che serpeggia nel nostro paese. “Nessun paese è a rischio zero – risponde il ministro – nessuno, neanche il mondo sciita, dobbiamo essere consapevoli di  lavorare per la prevenzione. Abbiamo espulso Imam, cooperiamo con la consulta islamica e  per quanto riguarda l’intelligence il nostro comitato strategico contro il terrorismo è riunito in permanenza”.

 

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