Alfano celebra i giudici Saetta e Livatino e ammonisce: “Non abbiamo ancora...

Alfano celebra i giudici Saetta e Livatino e ammonisce: “Non abbiamo ancora finito di fare i conti con le cosche”

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I busti che raffigurano i giudici Saetta e Livatino, Tribunale Caltanissetta

“Non abbiamo finito di fare i conti con la mafia ma abbiamo impedito che la mafia si riorganizzasse. Dobbiamo fare squadra dove ognuno deve giocare per vincere. Se c’e’ qualcuno colluso con la mafia, la squadra diventa debole”. Lo ha detto oggi a Caltanissetta il ministro dell’Interno Angelino Alfano nel corso di una cerimonia per intitolare l’aula magna del tribunale ai giudici Saetta e Livatino. “I mafiosi -ha proseguito- sono dei ladri, criminali, assassini. Sono dei ladri perche’ ci hanno tolto parole come onore, rispetto, dignita’ e famiglia. La missione educativa della scuola e’ essenziale per riprenderci le nostre parole. L’altro ieri, a Palermo ho provato gioia quando il covo di Riina è stato consegnato ai carabinieri e la sua camera da letto è diventata l’ufficio del comandante”, ha concluso il ministro. Alla cerimonia erano presenti tra gli altri, il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, l’ex magistrato Maria Agnello, il col. Andrea Azzolini. Ha fatto gli onori di casa, il presidente del Tribunale di Caltanissetta, l’agrigentino Salvatore Cardinale.

 

Il ministro Alfano ha poi aggiunto: “Lavorando così come abbiamo fatto fino ad ora i boss capiranno che la loro stagione è finita. Abbiamo la forza per farcela. A nessuno di noi deve mancare il coraggio per continuare la loro strada. Quel sangue versato sulle strade siciliane  non può essere stato invano. Tutte le leggi che ho approvato per combattere la mafia, non sono state approvate dopo le stragi ma lo abbiamo fatto senza aspettare che ci fosse altro sangue. Lo Stato ha fatto passi avanti, non a gratis ma con il prezzo pagato da uomini come Saetta e Livatino che sono stati servitori dello Stato. La loro morte ha dato coraggio ad altri uomini. Quel sangue è servito a dare coraggio allo Stato”.

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