Agrigento

Alfano, dopo vertice italo-libico: “Ad Agrigento abbiamo unito le sponde del Mediterraneo”

“La selettività e la sistematicità delle violenze perpetrate contro comunità minoritarie di credenti in particolare, ma non solo, nell’area mediorientale, esigono una chiara risposta da parte della comunità internazionale. Abbiamo vissuto con grande dolore, per esempio, gli attacchi e le violenze contro le minoranze cristiane nelle diverse zone del mondo. Ma è lo stesso dolore che colpisce tutti, quando una comunità religiosa è ferita e violata. Sono molteplici le iniziative lanciate a livello internazionale a tutela della libertà religiosa. In questa cornice occorre assicurare coerenza di azione e rafforzare, a riguardo, la nostra collaborazione – che è già positiva e incoraggiante – con numerosi partner. Ma la realtà attuale ci chiede sforzi aggiuntivi, Il nostro convinto contributo, anche attraverso interventi umanitari, per contrastare con efficacia le violenze nei confronti di minoranze emiche e religiose, si basa sul pieno rispetto dei princìpi di imparzialità e umanità. La nostra azione a livello internazionale si ispira da sempre al principio di universalità della risposta, con l’obiettivo di difendere le comunità colpite da queste violenze, indipendentemente dalla loro religione o etnia. Il focus della Conferenza si incentrerà su un aspetto che mi è particolarmente caro: la necessità di coinvolgere i giovani per poter promuovere una cultura del rispetto e del dialogo. I giovani, infatti, sono tra i principali attori che possono effettivamente farsi promotori di un cambiamento delle nostre società. È necessario impegnarci per sensibilizzare le nuove generazioni a questi temi e per promuovere l’educazione ai diritti umani, necessaria affinché ogni individuo acquisisca consapevolezza dei propri diritti e sia in grado di promuoverli e di esercitarli pienamente, ma anche di rispettare quelli degli altri”.
“L’indomani della conferenza di Roma, assieme al vice premier libico Maiteeg, ho organizzato ad Agrigento il primo Forum economico italo-libico. Mentre si cerca la stabilita’, cominciamo a preparare le nostre imprese al nuovo mercato libico che puo’ creare nuove opportunita’. Le imprese hanno colto l’occasione e in piu’ di cento hanno partecipato. E abbiamo posto insieme le basi per definire con i libici un piano comune d’azione per gli investimenti. La dichiarazione firmata ad Agrigento – ha proseguito il ministro – e’ testimonianza del nostro impegno a unire le due sponde del Mediterraneo. E’ questa la filosofia alla base della riapertura dell’ambasciata a Tripoli e del rafforzamento della rete diplomatica nel Sahel; dei frequenti colloqui con i colleghi africani; del significativo contributo italiano al trust fund per l’Africa; dei tanti finanziamenti della cooperazione allo sviluppo che abbiamo aumentato del 25 per cento rispetto all’anno scorso e che raggiungeranno i 565 milioni di euro nel 2017; dell’istituzione alla Farnesina di un Fondo Africa di 200 milioni di euro; del continuo lavoro di tessitura diplomatica per portare l’Africa al centro dell’agenda internazionale”.

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