Amministrative: 700.000 siciliani alle urne per rinnovo 53 Comuni

Amministrative: 700.000 siciliani alle urne per rinnovo 53 Comuni

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Il comizio finale di Di Battista ad Agrigento

Domani e lunedì si svolgeranno in Sicilia le consultazioni elettorali per le elezioni dei sindaci e dei Consigli di 53 Comuni, di cui 14 con sistema proporzionale 33 con il sistema maggioritario e 6 con il sistema misto. Sono chiamati a recarsi alle urne, in totale, 696.307 elettori, di cui 355.609 donne e 339.139 uomini. Agrigento e Enna sono i capoluoghi di provincia al voto. Ma significative sono anche le sfide di Marsala, Gela, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Augusta. Gli eventuali ballottaggi sono fissati per il 14 e 15 giugno. Nel dettaglio sono questi i Comuni al voto: Agrigento e, in provincia, Cammarata, Licata, Raffadali, Realmonte, Ribera e Siculiana; in provincia di Caltanissetta: Gela, Mussomeli, Serradifalco e Villalba; In provincia di Catania: Bronte, Maniace, Mascali, Milo, Pedara, San Giovanni La Punta e Tremestieri Etneo; in provincia di Enna: Enna, Agira, Centuripe, Nicosia, Pietraperzia, Valguarnera Caropepe; in provincia di Messina: Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Giardini Naxos, Graniti, Limina, Malvagna, Milazzo, Mirto, Naso, Raccuja, San Salvatore di Fitalia e Savoca; in provincia di Palermo: Aliminusa, Caltavuturo, Carini, Collesano, Godrano, Lascari, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Santa Cristina Gela, Scillato, Trabia e Villabate; in provincia di Ragusa: Ispica; in provincia di Siracusa: Augusta; in provincia di Trapani: Marsala e Gibellina.

Cinquantatrè sfide, dunque, nel turno elettorale delle amministrative siciliane di domani e lunedì alcune delle quali ‘pesanti’. Dai due capoluoghi di provincia, Agrigento e Enna, a grossi Comuni, come Marsala, il più popoloso con i suoi oltre 80.000 abitanti, Gela, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Non sono pochi i casi in cui i poli si presentano divisi. Nel centrosinistra alcune candidature segnano lacerazioni dolorose, come quella del candidato ennese Wladimiro Crisafulli. E, poi, c’è l’incognita leghista, con il Movimento Noi Salvini che ha piazzato in varie città uomini come ‘mine’, pronti a far saltare il banco e ad agire da guastatori. Come ad Agrigento, dove il Pd ha firmato il ‘pasticcio primarie’ vinte da Forza Italia e poi annullate, e dove Matteo Salvini schiera un veneto, Marco Marcolin, classe 1957, di Montebelluna. Sette candidati sindaco e sedici liste per le amministrative di Agrigento. Per il centrosinistra è in corsa Calogero Firetto, deputato regionale Udc dimessosi dalla carica di primo cittadino della vicina Porto Empedocle. Sarà sostenuto da sette liste tra cui quelle del Ncd e del Pd. L’imprenditore Silvio Alessi, presidente dell’Akragas, che aveva vinto le primarie celebrate insieme al Pd, poi tiratosi indietro, avrà l’appoggio di quattro liste. Seguono Marco Marcolin, deputato della Lega Nord che si candida con la lista “Noi con Salvini”; Giuseppe Arnone, l’avvocato ex dirigente di Legambiente che riprova per la quarta volta a scalare Palazzo di Città con una lista civica; Giuseppe Di Rosa, consigliere comunale uscente che si candida con una civica; Andrea Cirino, anche lui consigliere comunale uscente che si candida con il simbolo di Fratelli d’Italia; infine Emanuele Dalli Cardillo, candidato del Movimento 5 stelle dopo qualche dissenso interno sul suo nome. Sono quattro i candidati a sindaco in corsa per le elezioni amministrative a Enna, dove scompare il simbolo del Partito democratico, dopo la querelle tra il Pd nazionale e quello regionale sulla concessione a Mirello Crisafulli. Corre con la lista “Enna democratica”, che ha un simbolo graficamente molto simile a quello del Pd. Alle primarie l’esperto politico ha trionfato con il 73,7%.

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