Anche Agrigento ha le sue officine culturali

Anche Agrigento ha le sue officine culturali

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Tanta gente per le officine culturali

Il direttore dell'orchestra
Il direttore dell’orchestra
Interno del locale della officina culturale
Interno del locale della officina culturale
Orchestrina sulla scalinata,
Orchestrina sulla scalinata,
Si mangia e si beve allegramente
Si mangia e si beve allegramente
Tanta gente per le officine culturali
Tanta gente per le officine culturali

“Quanto è bella giovinezza  che si presto fugge via …del doman non v’è certezza”. Lo sanno e lo avvertono benissimo i giovani  di .NonSoStare, LabMura, Homo Faber Studio  che si sono messi  ancora insieme per presentare un entusiasmante progetto di recupero del centro storico: Small officine culturali. L’inaugurazione, o per meglio dire, la sfida alla città e al suo futuro è stata lanciata stasera sullo spiazzo di Piano Romano incastonato dalle parti di via Orfane e si prevedono attività culturali, rassegne cinematografiche, eventi musicali, momenti di dibattito e confronto all’interno di uno spazio accogliente e stimolante nel cuore del quartiere Terravecchia, per dare continuità allo straordinario processo di rigenerazione urbana e sociale che la città ha vissuto negli ultimi anni grazie al lavoro delle molte associazioni culturali.  Un assaggio di progetto lo ha dato l’orchestra interscolastica “Blue Jeans” che ha invaso letteralmente una intera scalinata mentre all’interno del locale  sempre somigliante a una “cave” fumosa di Saint Germani-des-Près, si serviva l’apericena firmato “Ginger – People&Food” e il buon vino “Monte Suzza”.  “Questa iniziativa- tengono a dire i propositori- sostiene il lavoro di cultura e legalità in favore della rinascita del centro storico di Agrigento. Gioele Farruggia aggiunge  che “Small officine culturali nasce all’interno di un più ampio progetto di rigenerazione del centro storico portato avanti dalle associazioni NonSoStare, LabMura e Homo Faber  che negli ultimi anni hanno dato vita ad alcune delle più straordinarie esperienze di cittadinanza attiva che la città abbia mai vissuto. Stimolando alcuni punti nevralgici del tessuto storico si intende creare una fitta rete di focolai culturali in grado di innescare processi di recupero e rivitalizzazione dell’ambiente urbano. Small è uno spazio culturale polifunzionale, luogo di confronto, dibattito e condivisione di idee”. Per Beniamino Biondi si tratta di consolidare ancora una idea di centro storico sperimentata in altro modo in zona Vallicaldi e che  “si dimostra ancora una volta un luogo elettivo per la produzione di una cultura che fugge stereotipi e convenzioni e piuttosto dialoga con i fermenti più vivaci della città. In questo caso non si tratta semplicemente dell’apertura di uno spazio fisico, ma è il tentativo di dare voce a un vero e proprio paesaggio mentale che costruisce una nuova sintassi della città di seguito ai molti altri interventi di un gruppo di associazioni che insieme, in un’immagine complessiva del loro lavoro nei vari quartieri di Agrigento, hanno favorito quella tensione di rinascita concreta attraverso la quale è possibile immagine un nuovo racconto della città, dei suoi protagonisti e del suo stare al mondo attuale. Tutto questo affinché la cultura non sia l’abito buono della domenica ma la ragione sostanziale di una presenza dinamica e radicale”.

 

 

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