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Ancora assenteismo nei pubblici uffici, 12 indagati a Villafranca Sicula: medico ai domiciliari (nomi e vd)

Il boom di assenze dei dipendenti comunale a Villafranca Sicula, in provincia di Agrigento, si registrava con l’approssimarsi dell’autunno, soprattutto in corrispondenza del periodo solitamente dedicato alla raccolta delle olive.

C’era poi una dirigente che durante l’orario di servizio si faceva accompagnare dal marito, autista del Comune, a fare shopping nei paesi vicini pur risultando entrambi in servizio. E il custode di una antica villa di interesse storico-monumentale ‘Villa Musso’, che pur risultando al lavoro, teneva chiusa la struttura. E poi timbrature multiple dei badge e ‘servizi notturni’ di fatto mai effettuati. Eccolo lo spaccato che emerge dall’operazione dei carabinieri di Sciacca che hanno eseguito 12 misure cautelari personali emesse dal Gip su richiesta della locale Procura, Pm Del Turco, guidata da Roberta Buzzolani.
I provvedimenti hanno 10 impiegati pubblici del Comune di Villafranca Sicula, un medico di base e la sua segretaria. I reati contestati vanno dalla truffa aggravata e continuata in danno dell’ente pubblico alla falsità in certificati medici. Per il medico sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per tutti gli altri l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.
“Tra i tanti dipendenti comunali coinvolti nell’attività investigativa – spiegano i carabinieri in conferenza stampa presenti il capitano Luca Armao,del Nucleo investigativo di Agrigento e il comandante della compagnia di Sciacca, capitano Francesco Grammatico – spiccano anche alcuni impiegati con funzioni di responsabilità che hanno agevolato il personale assenteista strisciandone il badge per attestare la presenza”.
Questi tutti gli indagati:
Gaetano Montana, medico di base, 63 anni; Giovanna Blanda, 28 anni, segretaria dr. Montana; Santo Bonaccorso, 53 anni; Rosa Buscemi, 59 anni; Giuseppe Ganga, 63 anni; Giuseppe Calabrese, 53 anni; Mariano D’Angelo, 62 anni; Calogero Latino, 58 anni; Vito Perricone, 61 anni; Paolo Scarpinato, 63 anni; Paolino Scarpinato, 60 anni; Paolo Scarpinato, 56 anni.

Per scoprire i casi di assenteismo gli investigatori hanno utilizzato servizi di appostamento e pedinamento ma anche sistemi di videoripresa e intercettazioni, che hanno portato alla luce “continue condotte illecite poste in essere da buona parte del personale dipendente, che era solito allontanarsi dal luogo di lavoro per svolgere attività di esclusivo interesse personale”.
Il comune di Villafranca Sicula con una popolazione di circa 1300 residenti ha 71 impiegati comunali, i cui comportamenti sono stati monitorati per alcuni mesi.
Le indagini hanno permesso di scoprire non solo le timbrature multiple dei badge personali e l’attestazione di servizi notturni mai eseguiti (un dipendente era solito strisciare il badge in piena notte senza che alcun dirigente verificasse le reali esigenze di servizio); ma anche il caso di una dirigente di settore che, sistematicamente in determinati giorni della settimana, disponeva che il marito, dipendente di altro settore, venisse impiegato in qualità di autista personale per potersi allontanare dall’ufficio recandosi nei comuni limitrofi di Ribera e Sciacca per fare shopping. “Inoltre, l’indagine ha posto l’accento – spiegano ancora gli investigatori – sull’analisi del massiccio aumento delle certificazioni di malattia presentate dai dipendenti dell’ente pubblico con l’approssimarsi dell’autunno, soprattutto in corrispondenza del periodo solitamente dedicato alla raccolta delle olive”.

Nell’arco di un anno, i dipendenti comunali di Villafranca Sicula hanno inoltrato più di 800 certificati medici, quasi tutti rilasciati dallo stesso medico di base, che certificava al telefono la malattia dei pazienti senza verificarne il reale stato di salute. In alcuni casi, soprattutto quelli in cui il paziente richiedeva con urgenza il rilascio del certificato medico, la redazione su commissione veniva eseguita direttamente dalla segretaria del professionista. Inoltre, il medico, pur di far risparmiare ai propri assistiti le somme da versare per l’acquisto dei farmaci più costosi o per il pagamento delle visite specialistiche, avrebbe proposto di sua iniziativa l’intestazione delle relative ricette a soggetti terzi con il requisito dell’esenzione ticket, così da porre il costo dell’intera prestazione a carico del Servizio sanitario nazionale.
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