Arresto Arnone: dopo i “domiciliari” scattano perquisizioni

Arresto Arnone: dopo i “domiciliari” scattano perquisizioni

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Peppe Arnone ai domiciliari

Arnone ai domiciliari
Arnone ai domiciliari

Dopo la scarcerazione, nel senso che ha lasciato il carcere di Petrusa per finire ai domiciliari (lo studio legale di Via Mazzini) scattano le perquisizioni a tappeto sia nello studio professionale di Via Mazzini e via Minerva che nella residenza di San Leone.

L’inchiesta su Giuseppe Arnone, l’avvocato ex ambientalista accusato di estorsione nei confronti di una collega proseguono e mirano ad accertare se l’ex consigliere comunale di Agrigento ha  compiuto atti simili rispetto a quelli oggi contestati con il provvedimento di cattura.

Ad eseguire le perquisizioni il personale della Squadra mobile di Agrigento guidato da Giovanni Minardi che sono stati guidati personalmente dai pubblici ministeri titolari dell’inchiesta Carlo Cinque ed Alessandro Macaluso.

Sequestrati alcuni fascicoli ed un computer che verranno attentamente esaminati. Particolare attenzione verrà prestata alla posta elettronica inviata e ricevuta negli ultimi mesi tenuto conto che l’intera vicenda odierna ha avuto origine proprio dall’invio di alcune mail che secondo l’accusa si sono rivelate determinanti per portare a compimento il progetto estorsivo.

Giuseppe Arnone da oggi pomeriggio si trova recluso nella sua abitazione-studio legale di Via Mazzini con il divieto di contatti personali, telefonici e telematici con soggetti estranei al nucleo familiare. E rimbalzata la notizia secondo la quale Arnone – che verrà sospeso dall’Ordine degli avvocati – avrebbe deciso di poter trascorrere il periodo di reclusione nella residenza di San Leone. Richiesta che non potrà essere esitata prima di domattina.

 

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