Arresto chirurgo estetico, parla un collega medico: “Per me è la fine...

Arresto chirurgo estetico, parla un collega medico: “Per me è la fine di un incubo”

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“Con l’arresto del primario Tutino per me è finito l’inferno, iniziato dopo la mia denuncia. Per me è una liberazione, anche se giustizia sarà fatta soltanto quando la magistratura farà luce sull’intero sistema di connivenze all’ospedale Villa Sofia”. Francesco Mazzola, chirurgo estetico, è un fiume in piena. Secondo gli investigatori sarebbe una delle ‘vittime’ del primario del Reparto di Chirurgia plastica dell’ospedale Villa Sofia, Matteo Tutino, arrestato oggi per truffa aggravata, falso e peculato. “Soltanto io so quello che ho passato in due anni – si sfoga con l’Adnkronos – E’ stata una vessazione continua e solo grazie ai Nas dei Carabinieri, che hanno trovato le lettere di licenziamento pronte per me e per il collega Dario Sajeva, è stata evitata un’altra ingiustizia, cioè il mio licenziamento”. “Il reparto è stato smembrato già al suo arrivo – dice ancora Mazzola – Quest’azienda sanitaria ha vissuto un incubo che non è ancora passato con l’arresto di Tutino, c’è attorno tutto un sistema, lo ribadisco”. “Tutto il piano è stato architettato alla base, con Giacomo Sampieri (l’ex manager di Villa Sofia, indagato nella stessa inchiesta ndr) e Tutino si conoscevano da Caltanissetta – racconta ancora Mazzola – e hanno programmato la venuta di Sampieri dopo le elezioni di Crocetta a Governatore della Sicilia. Sampieri la prima cosa che fece era stata far venire Tutino da Caltanissetta a Villa Sofia e incaricarlo di cose per le quali un chirurgo plastico mai potrebbe essere incaricato. Ad esempio Tutino faceva parte di una gara per i ferri. Faceva ciò che voleva, e soprattuto cominciò a fare interventi di estetica di persone che venivano visitate allo studio e poi operate in ospedale…”

“Le indagini sono partite anche da me, e da lì è iniziato il mio inferno”, dice ancora Francesco Mazzola parlando dell’arresto di Matteo Tutino. “Hanno inventato balle di sana pianta sul mio conto, lui e gli altri indagati”. Nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Matteo Tutino, sono infatti coinvolti altre tre persone: Damiano Mazzarese dirigente del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera l’ex commissario dell’azienda sanitaria Giacomo Sampieri e il direttore sanitario Maria Concetta Martorana. “Tutino – continua Mazzola – fu nominato primario solo perché era nella fiducia del commissario straordinario. Appena siamo venuti in possesso dei documenti, ci siamo resi conto che non aveva i requisiti minimi”. “Oggi mi sento liberato solo dal fatto che ho creduto nella giustizia fin dal primo momento, ma grazie a Dio non mi sento vincitore, mi sento liberato – dice ancora Mazzola all’Adnkronos – perché non ha vinto ancora la giustizia, vincerà quando porterà alla luce tutte le magagne di un clan che appoggiava Tutino, che tra l’altro è un medico scadente, non sa fare nulla”. “Ora mi aspetto che sia fatta luce chiara sul sistema di connivenze che ha portato un’azienda allo sfascio. Basti pensare che Sampieri ha fatto 13 milioni di buco nell’azienda, tutto documentabile”. Oggi Mazzola, dopo i dissapori con Tutino, presta servizio nel Reparto di Ortopedia pediatrica dello stesso ospedale.

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