Arte: figlia ‘Contessa del Bidente’ rivendica Goya ritrovato

Arte: figlia ‘Contessa del Bidente’ rivendica Goya ritrovato

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Il quadro di Francisco Goya

Non apparterrebbe al patrimonio dello Stato e non sarebbe in comproprietà: è solo suo quel quadro del Goya confiscato in Lussemburgo dai carabinieri di Ancona, nucleo Tutela Patrimonio, e valutato 15 milioni di euro. Lo ha rivendicato da Cervia, sul litorale ravennate dove ancora vive – attraverso il suo avvocato Carlo Benini – la figlia della “Contessa del Bidente”, pseudonimo di Anna Maria Beltramini, cervese morta nel 2008 a 64 anni che assieme al compagno riuscì a farsi restituire l’opera. Si tratta di un olio del 1789 attribuito da più esperti a Goya, senza valore ma venduto per 1 milione di euro e potrebbe valerne almeno 15, dato che fa parte di una serie di 16 ritratti di gentiluomini, 14 dei quali con ubicazione certa. Sarebbe solo suo perchè a inizio anni Novanta il Tribunale di Sciacca (Agrigento) ne dispose il dissequestro sulla base di un atto notarile che attribuiva la proprietà alla defunta madre. E perchè finora la sua famiglia non ha ricevuto un centesimo per l’eventuale cessione. “La Contessa – ha spiegato l’avvocato Benini – venne da me e mi disse che la Procura di Sciacca aveva sequestrato il quadro che lei aveva affidato a un cardinale romano per l’attestazione di autenticità. Andai in aereo con l’atto di proprietà e me lo restituirono in breve. Ricordo che i due arrivarono su una Renault 19 e che poi vi sistemarono il Goya all’interno dopo avere steso il pianale. Quel quadro ce lo hanno avuto appeso in casa a Cervia sopra al bagno”.

Sull’autenticità del quadro nessun dubbio per il legale della figlia della ‘Contessa': secondo un documento del 2007 che già ne fissava il valore minimo in 10 milioni di euro, ben tre esperti lo avevano attribuito al celebre pittore spagnolo. Nel 1988 il cardinale Gianfranco Nolli, allora direttore generale dei Musei Vaticani; nel 2005 il belga storico d’arte Didier Bodart; e infine nel 2007 il professore esperto d’arte Enrico Battistoni di Perugia. Dalle colonne dei quotidiani locali, a rivendicare la comproprietà dell’opera dal 1987 è stato finora il 58enne anconetano Tommaso Fioretti, amministratore delegato di una società di San Marino e amico di famiglia della ‘Contessa’ e del compagno, i quali lo avevano, a suo dire, acquistato una decina di anni prima in Svizzera da un banchiere ebreo dopo che l’opera aveva viaggiato per Spagna, Stati Uniti e Argentina. Ma per l’avvocato Benini, “l’unica legittimata ad averne il possesso è la figlia della Contessa”. Tanto che a breve il legale ravennate potrebbe recarsi ad Ancona per riavere il dipinto. Tra il materiale che porterà con se, c’è anche una foto della figlia della ‘Contessa’ da piccola, in posa vicino al Goya.

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