Assenteismo a Palermo, decine di vigili urbani sotto inchiesta

Assenteismo a Palermo, decine di vigili urbani sotto inchiesta

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Sono 84 gli agenti della polizia municipale del comando di via Dogali a Palermo e i dipendenti del Coime, il Coordinamento interventi di manutenzione edile del Comune, finiti in una inchiesta “antiassenteismo” della procura di Palermo. L’inchiesta è coordinata dai pm Daniela Varone e Francesco Del Bene.

Sono invece 420 le posizioni dei vigili urbani che dovranno essere vagliate dalla procura. In centinaia sarebbero stati all’oscuro della truffa. I loro badge sarebbero stati usati a loro insaputa. Lo avrebbero ammesso alcuni degli agenti sentiti dai pm.

L’inchiesta è partita dalla segnalazione di un vigile urbano che aveva visto un solo dipendente del Coime passare dieci badge sotto l’apposito lettore all’ingresso del Comando. La segnalazione è arrivata al capo dei vigili Vincenzo Messina che insieme ai dirigenti è andato in procura.

Tra il dicembre del 2012 e il gennaio del 2013 le telecamere hanno ripreso tutte le irregolarità. Colleghi che usano badge per conto degli altri agenti, mariti che lo facevano per le mogli. Il tutto senza nessun controllo.

Sotto la lente dei magistrati adesso è finito anche l’utilizzo del codice 46: una procedura che consente agli impiegati comunali l’entrata e l’uscita per causa di servizio. In molti avrebbero abusato di questo sistema per giustificare la propria assenza evitando i controlli.

Nel corso della conferenza stampa di stamattina sul Piano Regolatore, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha risposto ad alcune domande dei giornalisti sulle indagini che vedono coinvolti diversi dipendenti comunali.

Da mesi ripeto – ha detto il Sindaco di Palermo – che a Palermo la musica è cambiata e che certi comportamenti, a volte volutamente criminali, a volte involontariamente criminali e a volte semplicemente frutto di una scarsa cultura professionale, non sono e non saranno più tollerati. Per quanto ci riguarda, in questo caso l’Amministrazione ha già fatto la sua parte, dando avvio agli accertamenti da cui è nata l’indagine ed anche in questo caso, come già avvenuto per altre vicende giudiziarie che vedono coinvolti dipendenti comunali, assicurando la massima collaborazione agli Organi inquirenti.”

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