Ragusa

Ballottaggi, terremoto a Vittoria: inchiesta per voto di scambio; “avvisi” per Aiello e Moscato

Le elezioni del 2011 a Vittoria sarebbero state inquinate.

A pochi giorni dal ballottaggio, piomba sulla grossa città del Ragusano una pesante inchiesta per voto di scambio politico-mafioso.

L’indagine sarebbe partita dalle dichiarazione di due collaboratori di giustizia. Stamane, gli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Catania su mandato della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo etneo, si sono recati a Vittoria per acquisire materiale. Sarebbero nove i soggetti coinvolti a vario titolo nell’indagine e tra questi gli sfidanti del turno di ballottaggio di domenica: il già sindaco comunista Francesco Aiello e Giovanni Moscato di area centrodestra.

I loro comitati elettorali – ma anche quelli di altri esponenti presentatisi al primo turno – sono stati perquisiti dagli uomini della Finanza in azione anche nel Municipio di Vittoria.

Ci sono anche il sindaco uscente, Giuseppe Nicosia, suo fratello Fabio, e la candidata del Pd a primo cittadino, Lisa Pisani, tra i nove indagati dalla Dda della Procura di Catania.

Indagati anche due persone indicate come vicine all’ex sindaco, Maurizio Di Stefano e Raffaele Di Pietro, e due candidati al consiglio comunale: Raffaele Giunta e Cesare Campailla. Le perquisizioni e le acquisizioni di documenti sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Catania su disposizione del sostituto procuratore Valentina Sincero e dal procuratore aggiunto Amedeo Bertone, che oggi il plenum del Csm ha nominato nuovo procuratore capo di Caltanissetta. Secondo quanto si è appreso da fonti attive nell’inchiesta, le indagini avviate servono a cercare riscontri alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Biagio Gravina e Rosario Avila.

Tra gli indagati, dunque, anche il sindaco uscente Giuseppe Nicosia che conferma: “Comunico di avere ricevuto questa mattina un’informazione di garanzia, assieme ad altri soggetti, per voto di scambio, e ritengo doveroso che l’opinione pubblica sappia immediatamente, dal momento che rivesto ancora, anche se per pochi giorni, un ruolo pubblico, tutto ciò che riguarda il sindaco della città. La cosa mi lascia basito e addolorato, pur nella assoluta certezza che si tratti di calunnie che, al vaglio della magistratura, nella quale ripongo piena fiducia, non potranno che rivelarsi come tali, anche alla luce delle decine di azioni giudiziarie intentate contro esponenti dei clan mafiosi, dai quali è naturale aspettarsi vendette, anche attraverso false accuse”.

Nicosia prosegue: “Il coinvolgimento nell’indagine di altri soggetti, comunque impegnati nell’agone politico, e che sento di ritenere anch’essi – anche quelli più distanti dalla mia posizione politica – vittime di un’ingiustificata e infondata accusa infamante, mi fa temere un generalizzato e indiscriminato attacco all’immagine e al futuro della città. A più riprese la macchina del fango, finora sempre smentita dagli approfondimenti giudiziari, si è diffusa nei gangli vitali, nei settori economici e in quelli politici della città, con il coinvolgimento di settori criminali che evidentemente non hanno gradito l’azione di legalità portata avanti con determinazione dalla mia amministrazione”.

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