Banda colpiva anche ad Agrigento con l’aiuto delle badanti rumene: 12 arresti...

Banda colpiva anche ad Agrigento con l’aiuto delle badanti rumene: 12 arresti (video)

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La gang delle badanti, arresti

La gang delle badanti, refurtiva
La gang delle badanti, refurtiva

Sono complessivamente dodici le misure cautelari, di cui una agli arresti domiciliari, eseguite dagli agenti della Polizia di Stato, che ha sgominato una banda di rumeni, capaci di mettere a segno decine di furti in ville e appartamenti, grazie anche all’apporto logistico fornito da insospettabili badanti e colf rumene.

Gli indagati, undici cittadini rumeni ed un italiano, devono rispondere di associazione a delinquere. Due sarebbero ancora ricercati. Nel corso dell’operazione sono state effettuate anche undici perquisizioni domiciliari nei confronti di altri indagati e di alcuni ricettatori.

Le indagini hanno preso il via in seguito all’incendio di un’auto con targa rumena, avvenuto nel popolare quartiere del “Borgo vecchio”. Gli investigatori hanno accertato che l’episodio era scaturito da screzi legati alla spartizione dei proventi di numerosi furti, commessi in ville e appartamenti di tutta la Sicilia. E’ stata così scoperta l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale dedita alla commissione di furti in ville isolate ed appartamenti cittadini. Il gruppo si spostava da Palermo, quotidianamente, nelle ore serali e fino alla mezzanotte, per colpire anche in altre province siciliane (in particolare Palermo, Messina, Trapani e Agrigento), alternando sapientemente la propria presenza nelle diverse città, in modo da destare meno sospetto possibile. Gli obiettivi erano principalmente ville isolate, ma in molti casi venivano presi di mira appartamenti indicati da donne rumene impiegate come badanti o donne delle pulizie in quelle stesse abitazioni. In diversi casi, le stesse badanti hanno preso parte all’esecuzione dei furti.

Il valore della refurtiva sottratta, nel corso dei furti consumati nell’arco degli ultimi mesi, è di svariate centinaia di migliaia di euro.

Il ruolo di vertice in seno all’organizzazione era ricoperto da Costantin Stancu e Costantin Ilioae, affiancati da un nutrito gruppo di connazionali, residenti, in gran parte, tra i quartieri “Borgo Vecchio” e “Ballaro'”. Subito dopo la commissione dei furti, i due capi dell’organizzazione “piazzavano” immediatamente la refurtiva a diversi ricettatori. Emblematici della spregiudicatezza della banda, due tra i tanti furti commessi: uno messo a segno nell’abitazione di un disabile assistito da una badante rumena e compiuto dal compagno della badante, a cui la donna aveva dischiuso le porte dell’appartamento, mentre l’inconsapevole vittima era costretta a letto;

l’altro, quello perpetrato ai danni di un noto professionista palermitano, il quale, fidandosi ciecamente della propria governante rumena, assunta da oltre cinque anni, le aveva affidato le chiavi di casa, in occasione di un viaggio durato alcuni giorni.

Al suo ritorno, il professionista ha trovato la propria abitazione svaligiata, per un danno economico di oltre 200 mila euro. La donna, irrintracciabile dal datore di lavoro, avrebbe abbandonato la città e cancellato ogni traccia del suo passato, persino il profilo Facebook. Gli agenti della Squadra Mobile palermitana l’hanno rintracciata e tratta in arresto, insieme al suo compagno, anche lui componente della banda, in provincia di Lodi.

Negli slip della sua compagna incinta di Costantin Ilioae una poliziotta ha trovato 6.500 euro. Nell’ordinanza sono contestati 30 tra furti e rapine, ma è possibile che la banda in due anni sia responsabile di un centinaio di colpi messi a segno tra le province di Palermo, Messina, Agrigento e Trapani.

L’unico palermitano arrestato è Michele Tirone, 45 anni aveva il compito di garantire l’appoggio logistico e le auto per fuggire via dalle ville e dagli appartamenti una volta finito il colpo.

Nel corso dell’inchiesta sono stati denunciati anche i ricettatori palermitani che acquistavano l’oro e gli oggetti di furti e rapine.

 

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