Beni a prestanome e bancarotta fraudolenta, arrestato ex deputato regionale Onofrio Fratello (vd e ft)

Redazione

Cronaca

Beni a prestanome e bancarotta fraudolenta, arrestato ex deputato regionale Onofrio Fratello (vd e ft)

di Redazione
Pubblicato il Lug 5, 2018
Beni a prestanome e bancarotta fraudolenta, arrestato ex deputato regionale Onofrio Fratello (vd e ft)

Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani hanno arrestato l’ex deputato della Regione Siciliana Onofrio Fratello e eseguito un’ordinanza cautelare del Gip nei confronti di altri tre indagati accusati, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta.

A sei persone sono state notificate informazioni di garanzia.

Secondo l’accusa l’ex onorevole, condannato nel 2006 per concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe intestato fittiziamente quote e cariche sociali di cooperative per l’accoglienza di migranti a prestanome occultando così i proventi delle attività economiche e evitando di comunicare le variazioni patrimoniali come imposto dalla legge ai condannati per reati di mafia.

Con Onofrio Fratello, che aveva ottenuto la riabilitazione 4 anni dopo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, con il parere favorevole della Questura di Trapani, sono stati raggiunti da provvedimenti cautelari Gaetano Calvaruso e Davide Amodeo, entrambi di Alcamo, arrestati con l’accusa di bancarotta fraudolenta in concorso, e Salvatore Fratello (a cui è stato dato l’obbligo di dimora), accusato di intestazione fittizia intestazione di beni.

Gli altri indagati sono Maria Fileccia, 50 anni, Baldassare Marchese, 50 anni, Patrizia Messina, 54 anni, Maria Adragna, 54 anni,  Anna Maria Montemagno, ’47 anni. Marisa Oliveri, 49 anni, Davide Amodeo. 29 anni.

Dalle indagini sono emersi contatti tra gli indagati ed esponenti della Loggia Scontrino “Iside 2”, già finita al centro di inchieste su mafia e massoneria negli anni Ottanta.

Dalle indagini sono emersi contatti tra gli indagati ed esponenti della Loggia Scontrino “Iside 2”, già finita al centro di inchieste su mafia e massoneria negli anni Ottanta.

L’indagine che ha portato all’arresto dell’ex deputato dell’Ars Onofrio Fratello nasce dalle attività di intercettazione tra l’ex onorevole e don Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani, arrestato nel 2014 per violenza sessuale aggravata e concussione.

Partendo da questi primi dati raccolti dalla sezione Pg  del Corpo forestale regionale, l’inchiesta ha consentito di far luce sugli aspetti illeciti dell’accoglienza dei migranti nella provincia di Trapani e della gestione dei centri per richiedenti asilo.

Fratello gestiva numerose cooperative sorte per prestare assistenza agli immigrati attraverso prestanome che gli consentivano di incassare i guadagni delle attività senza comparire ufficialmente. Intestando fittiziamente quote e cariche sociali a terzi soggetti Fratello ha così potuto continuare il proprio business.

All’indagine avrebbero collaborato diversi testimoni.

I carabinieri hanno scoperto inoltre che la società Wellness sport center s.r.l., riconducibile sempre all’ex deputato e dichiarata fallita nel 2015 dal Tribunale Civile di Trapani con una notevole esposizione debitoria nei confronti di banche ed imprese, abbia ceduto beni e servizi ad altra società, la Sport-E s.r.l.s., sequestrata oggi, riconducibile a Fratello, per scongiurare l’azione dei creditori.

 


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