Black Bakarra alias White Lilium in mostra a Siculiana

Black Bakarra alias White Lilium in mostra a Siculiana

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Foto in mostra

Altra foto in mostra
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Foto  in mostra
Foto in mostra
Fotopittura
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“Lo scriva pure, signor Romeo, che me ne vado da Agrigento. Per la prossima primavera ho preso contatti con amici di Berlino dove eleggerò la mia residenza”.
Black Bakarra alias White Lilium alias Maria Latino lo dice con amarezza ma anche con una punta di sollievo per una decisione che era nell’aria da parecchio tempo. L’abbiamo incontrata a Siculiana dove i giovani dell’associazione culturale “Freemind” che animano non solo le estati siculianesi, le hanno approntato presso La torre dell’orologio una mostra fotografica dove occhieggiano anche vari suoi dipinti. Torna così a mostrare le sue creazioni la fotografa che aveva detto “sono morta con la morte del centro storico”. Mesi fa si firmava “Black Bacarra” e pochi conoscevano la sua vera identità. In quelle foto che furono esposte prima sulla scalinata di Via Neve, e poi nella libreria Capalunga e che suscitarono commenti e comprensioni varie, era ineludibile come i segni della morente condizione del centro storico si fossero incarnate nel corpo di una delle sue abitanti. Un corpo che adesso, purificato da metafore e significanze varie, anela ad un coinvolgimento e ad una rinascita simboleggiata dal giglio bianco e dal rosso carnoso di una rosa. Non lasciatevi ingannare dai teschi, dai corvi, dall’intreccio di rami orrorifici perché “White lilium” emerge trionfante dall’esorcismo, a lungo praticato, dei sogni e delle letture di Shakespeare o di Allan Poe. La Santa Morte di cui rimane ancora traccia in questa ultima mostra si rifà allo stampo messicano e i tratti nereggianti richiamano una santità spettrale, come Madonna morte messicana. Il macabro trionfa non come gusto compiaciuto ma di denuncia per antiche colonizzazioni inquisitorie, uno spaccato messicano che la nostra contempla, condivide e ricrea.
Immagine dello spazio espositivo
Immagine dello spazio espositivo
La fotografa  Maria Latino alias Bakarra alias White lilium
La fotografa Maria Latino alias Bakarra alias White lilium

E oggi l’artista può tranquillamente affermare che “sia un viaggio attraverso la mia bella terra o che sia un viaggio attraverso i sentimenti più reconditi della mente umana, tra dolore e gioia, rabbia e speranza, voglio portare attraverso i miei racconti un nuovo modo di vedere le cose, anche quando appare spaventoso al fruitore ciò che vede attraverso le mie immagini, portarlo a vedere oltre e capire le problematiche che ci affliggono, e non voltarsi dall’altro lato ma scrutare nel profondo tutte le soluzioni per un futuro migliore scuotendone la coscienza”. Forse per questo le opere di Maria Latino spaventarono qualche ingegnere di anime in via Vallicaldi che, allora le rifiutò la mostra di foto e che oggi ha finito col fare il bodyguard alla nuova (?) municipalità agrigentina. Nessuno spavento invece per la giuria del “Marte Award” che le assegnò il premio né per la galleria “Art Meet” che espone le foto o per le Farm cultural Park che tempo fa l’ha ospitata per la rassegna “Interiora”. Nemo propheta in patria? Meglio ancora, nessuno spavento in patria, quell’ingegnere dormirà tranquillo nella sua soporifera ideologia.
Impaurito o forse disgustato da tanta sfrontatezza creativa, qualche ingegnere di anime di via Vallicaldi – Cannameli non ha accettato queste contaminazioni lontane dal nitrato d’argento e molto prossime alle tavolette grafiche del Photoshop, dimenticando, certo volutamente perché sarà magari un intelligentone del post-marxismo hegeliano, il nesso strutturale tra le evasioni romantiche, la preservazione della creatività individuale (gli direbbe qualcosa “L’elogio dell’artigianato” di William Morris?), l’invasione della natura nelle nozioni ornamentali (l’art-nouveau nelle sue multiple varianti), l’irrazionale e appassionata priorità della realtà interiore, la provocante esaltazione dell’assurdo sistematico e infine, botto finale, l’atto artistico in quanto affermazione vitale o presenza del mistero. Tutte queste le componenti che troviamo (sia consentita questa opinione a un cronista di provincia), in White Lilium, ricordando a chi ha rifiutato le foto, che la messicana Madonna di Guadalupe è protettrice dei deboli, degli sfruttati e degli infanti. Ma evidentemente loro sono forti, sfruttatori e perdutamente adulti.
Una delle modelle della fotografa agrigentina
Una delle modelle della fotografa agrigentina

La piazza della torre a Siculiana  che ospitava la mostra
La piazza della torre a Siculiana che ospitava la mostra
Visitatori  alla Mostra
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