“Black list”, Lo Bosco risponde al Gip, respinge accuse e si dimette...

“Black list”, Lo Bosco risponde al Gip, respinge accuse e si dimette da Rfi

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Dario Lo Bosco

Respinge le accuse e sostiene di non conoscere i due funzionari della Forestale che, secondo l’accusa, gli avrebbero girato le tangenti: Dario Lo Bosco, l’ex presidente di Rete ferroviaria italiana, ha risposto per un’ora e mezza alle domande del Gip Ettorina Contino e del pm Claudio Camilleri. L’indagato, che è ai domiciliari da giovedì, con l’ipotesi di corruzione, ammette di avere parlato con l’imprenditore agrigentino Massimo Campione, suo ex compagno di scuola, e di avere accettato che presentasse un progetto per realizzare un sensore in grado di monitorare l’usura delle carrozze ferroviarie. Tuttavia questo progetto doveva essere realizzato a spese dello stesso imprenditore e Lo Bosco non avrebbe potuto garantire nulla, perchè Rfi avrebbe potuto valutare il lavoro solo dopo la sua presentazione. Secondo la Procura e il Gip, che lo ha messo agli arresti domiciliari, il manager avrebbe intascato tangenti per 58.650 euro da Campione, fermato all’aeroporto di Palermo con una lista di nomi di persone che avrebbero ricevuto le mazzette: Lo Bosco, che era stato anche presidente dell’Ast, l’azienda siciliana trasporti, sarebbe stato indicato alternativamente con il vero cognome o con altri nomi posticci, come “Albero” e “Sottobosco” e avrebbe ricevuto il denaro per agevolare l’approvazione del progetto di Campione. Mediatori delle tangenti, che avrebbero ricevuto loro stessi anche per altri motivi, i funzionari forestali Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca, pure loro ai domiciliari, interrogati oggi e pronti a respingere le accuse.
Intanto, con una lettera inviata all’amministratore delegato, ai consiglieri di amministrazione e ai componenti del collegio sindacale, Dario Lo Bosco ha formalizzato le sue dimissioni da presidente di Rete Ferroviaria Italiana. Lo rende noto Rfi. I difensori dell’ex presidente di Rfi, Dario Lo Bosco, al termine dell’interrogatorio di garanzia, hanno chiesto oggi la revoca degli arresti domiciliari per l’indagato. A confermarlo sono gli stessi legali, Bartolomeo Romano e Francesco Crescimanno. Lo Bosco, arrestato giovedì con l’accusa di aver intascato una tangente da 56 mila euro, durante l’interrogatorio ha negato di avere mai percepito la mazzetta dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione. Quest’ultimo venne trovato in possesso di un vero e proprio ‘libro mastro’ delle tangenti con nomi e cognomi di funzionari pubblici e politici. L’interrogatorio di Lo Bosco è durato quasi due ore.

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