Blitz “Andreas”, sgominata una banda di spacciatori: 10 arresti

Blitz “Andreas”, sgominata una banda di spacciatori: 10 arresti

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Gli arrestati dell'operazione Amedeus

Operazione Amedeus, il tabellone
Operazione Amedeus, il tabellone
Il questore di Palermo, Luigi Longo, in conferenza stampa con Antonino De Santis e Stefano Sorrentino
Il questore di Palermo, Luigi Longo, in conferenza stampa con Antonino De Santis e Stefano Sorrentino

Avevano trasformato il popolare quartiere di Ballarò, a Palermo, nella principale piazza dello spaccio della droga. E’ quanto hanno scoperto gli agenti della polizia di Stato, che hanno eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare. Sequestrate anche due grosse piantagioni di marijuana, con almeno 5 mila piante alte due metri, a Campofelice di Fitalia e nel Monrealese. Servivano ad alimentare il mercato dello spaccio. Mentre la cocaina proveniva dalla Calabria. Gli indagati, tra cui alcuni insospettabili, dovranno rispondere di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, marijuana e hashish. I provvedimenti, eseguiti dai poliziotti della sezione Antidroga della Squadra mobile su ordinanza di custodia cautelare emessa dal locale ufficio gip su richiesta della Dda di Palermo, hanno riguardato Salvatore Coppola, 39 anni; Giuseppe Lombardo, 33 anni; Benedetto Graviano, 24 anni; Antonino Augello, 39 anni; Mario Iannitello, 54 anni; Salvatore Provenzano, 45 anni; Antonio Tola, 23 anni; Gaspare Corso, 44 anni; Danilo Monti, 30 anni; Giovanni Bronte, 43 anni. Nel corso dell’operazione, denominata “Andreas”, sono stati sequestrati ingenti quantitativi di droga ed e’ stato scoperto che esisteva un vero e proprio tariffario. Le indagini hanno avuto origine dallo sviluppo di spunti investigativi ottenuti, tra l’altro, dalla sorveglianza di alcuni giovani dediti allo spaccio di cannabis, a Palermo. I pusher venivano pagati in denaro ma anche in droga.

Nell’ambito dell’attività investigativa, denominata “Andreas”, durata circa un anno, sono emerse ulteriori responsabilità ed il coinvolgimento di numerosi indagati, in altri traffici illeciti, nonchè nella produzione diretta e nella vendita di sostanze stupefacenti. Coinvolti sia individui al di sopra di ogni sospetto, che pregiudicati, tra i quali, spiccano le figure di alcuni recidivi con precedenti specifici. Gli investigatori sono riusciti a disarticolare un’organizzazione, composta da diverse persone, alcune delle quali in connessione con Cosa nostra. Infatti, nel corso delle indagini, sarebbero emersi collegamenti con la mafia. Al centro dell’attenzione è finito Giovanni Bronte, indicato come organico alla famiglia di Porta Nuova. “Alcuni degli arrestati sono legati a Cosa nostra, alla mafia palermitana”, ha spiegato il questore Luigi Longo, nel corso della conferenza stampa convocata per fare il punto sull’operazione antidroga. “Parecchie zone cittadine – ha aggiunto – sono falcidiate dallo spaccio la droga. Il mercato di hashish e cocaina va per la maggiore. Tutte le fasce sociali sono coinvolte”.

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