Blitz “Glauco 2”: in carcere anche il ‘cassiere’ della banda

Blitz “Glauco 2”: in carcere anche il ‘cassiere’ della banda

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Nahome Kerebel Gutama detto Nahom, arrestato oggi e il tabellone dell'operazione Glauco 2

Sale a quindici il numero dei trafficanti di esseri umani arrestati dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione ‘Glauco 2′ coordinata dalla Dda di Palermo. La Polizia di Stato ha arrestato Kerebel Gutama Nahome, il quindicesimo componente dell’organizzazione criminale straniera, ritenuta responsabile del flusso di immigrazione e permanenza clandestina nel nostro Paese riguardante centinai di cittadini extracomunitari, giunti in questi ultimi mesi nelle coste Siciliane. L’arrestato risulta essere inserito stabilmente nella organizzazione ed avere stretti rapporti di collaborazione con Ghermay Asghedom, anche lui tratto in arresto nell’operazione di ieri. In base all’attività di indagine, Kerebel avrebbe svolto il ruolo di contattare i migranti sbarcati in Sicilia ed organizzare il loro trasferimento fuori dai confini italiani, in direzione di altri paesi europei, naturalmente ottenendone laute somme di denaro (mediamente tra i 500 ed i 1.000 euro per condurli in Germania e tra i 1.000 ed i 1.500 euro per raggiungere i paesi ancor più a nord. Il costo del viaggio varia notevolmente, alla luce di diversi fattori, quali, ad esempio, la meta finale, il numero di soste, l’eventuale vitto e alloggio o, in alcuni casi, anche l’acquisto di vestiti e/o telefoni cellulari, il mezzo di trasporto utilizzato, e, infine, in relazione alla scelta del migrante di essere semplicemente accompagnato oltre il confine o esattamente sino alla destinazione finale. Kerebel sarebbe uno degli autisti a disposizione del Ghermay Asghedom e si muoverebbe in tutto il territorio Siciliano sia per raccogliere i migranti, secondo le disposizioni impartite del Ghermay Asghedom, che per procedere nelle raccolte di denaro. Il fermato, nell’orgnizzazione è deputato agli acquisti dei biglietti del pullman verso Roma o Milano o altre mete scelte dai migranti, rincarando il prezzo per trarne profitto. Tra le varie funzioni svolte dall’arrestato, per conto di Ghermay Asghedom, c’è pure quella di ”cassiere”: è infatti titolare di una carta PostePay sulla quale, dal maggio 2014 al luglio 2014, sono stati movimentati, in soli due mesi consistenti somme di denaro che sono corrispondenti ad un tariffario correlato ai ‘servizi’ effettuati.

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