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Blitz “Grande passo 4″, omicidio sventato in extremis: uomo da uccidere per non spartire l’eredità (video)

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Di Marco, Saporito, i due Francesco Geraci, Scianni; sotto, Gebbia, Lo Bue, Pietro Gebbia, Masaracchia, Vaccaro, Cascino, Pillitteri, Filippello

Gli arrestati nell’operazione Grande Passo 4 sono: Carmelo Gariffo, Corleone, 58 anni, Pietro Vaccaro, Chiusa Sclafani, 55 anni, Vincenzo Coscino, Chiusa Sclafani, 45 anni, Bernardo Saporito, Corleone, 46 anni, Antonino Di Marco, Corleone, 66 anni, Leoluca Lo Bue, Corleone, 37 anni, Vincenzo Pellitteri, Chiusa Sclafani, 64 anni, Francesco Paolo Scianni, Corleone 65 anni, Vito Biagio Filippello, 58 anni, Palazzo Adriano, Pietro Paolo Marasacchia, 66 anni, Francesco Geraci, Palermo, 50 anni, Francesco Geraci, 45 anni. Libertà vigilata per Gaspare Gebbia, Chiusa Sclafani, 75 anni, Pietro Gebbia, 32 anni, Palazzo Adriano.

Questi ultimi due uomini avrebbero chiesto ai mafiosi di ammazzare l’uomo che gli contendeva l’eredità di uno zio.

Il piano di morte non è stato messo a segno per l’intervento dei carabinieri.

“Il compare del tabacchino” temeva di perdere l’eredità. A mali estremi, rimedi estremi: avrebbero deciso di assoldare dei killer per sbarazzarsi del terzo incomodo. Con “tremila euro”, tanto valeva la vita di un uomo, avrebbero messo le cose a posto.

I carabinieri hanno documentato tutte le fasi preparatorie dell’omicidio.

I protagonisti sarebbero stati Vincenzo Pellitteri e Paolo Masaracchia.

Per i due presunti mandanti, come detto, è scattata la libertà vigilata.

La vicenda era emersa  nella sua gravità, seppur con minori particolari, quando scattò l’operazione Gran de passo 3. In quella circostanza, venne scritto nel provvedimento di fermo, che “L’indagine ha rivelato il possesso e la detenzione illegale di armi da parte dei principali esponenti della famiglia mafiosa di Chiusa Sclafani, ovvero i Pellitteri, che costituivano un gruppo di fuoco a disposizione di Cosa nostra per compiere atti intimidatori ed omicidi nei confronti di vittime predesignate: imprenditori, ma anche ignari cittadini imbrigliati in vicende private di eredità contese”.

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