Blitz “Lock out”, Giovanna Salvo a capo del clan: “Pronta ad uccidere...

Blitz “Lock out”, Giovanna Salvo a capo del clan: “Pronta ad uccidere il figlio”

2.693 views
0
SHARE
Giovanna Salvo arrestata oggi con provvedimento della Dda di Caltanissetta

Giovanna Maria Salvo
Giovanna Maria Salvo
Filippo Passalacqua, Giovanni Piero Salvo e una vittima, Salvatore Prestifilippo Cirimbolo
Filippo Passalacqua, Giovanni Piero Salvo e una vittima, Salvatore Prestifilippo Cirimbolo

Giovanna Maria Salvo, la donna catanese di 42 anni arrestata nell’ambito dell’operazione “Lock out” che ha fatto luce su due omicidi commessi in provincia di Enna, avrebbe avuto un ruolo di vertice nell’organizzazione mafiosa e a lei sarebbero stati consegnati i proventi delle estorsioni a Catenanuova e nei vicini centri dell’Ennese. Convivente di Filippo Passalacqua, che è già sotto processo per un degli agguati, la donna avrebbe anche dovuto occuparsi anche di eventuali rappresaglie contro i familiari dei pentiti e dei collaboratori di giustizia. Secondo gli inquirenti, sembra fosse pronta a sacrificare anche la vita di figlio se il compagno fosse diventato collaboratore di giustizia. La Dda di Caltanissetta e i carabinieri del comando provinciale di Enna nel corso delle indagini hanno scoperto che c’era il rischio di un’azione contro un minorenne, figlio di uno dei due imputati al processo in corso per l’omicidio di Salvatore Prestifilippo Cirimbolo a Catenanuova. Il padre del ragazzino nei giorni scorsi ha reso dichiarazioni importanti ai fini delle indagini e oggi era citato a deporre nel processo che si celebra dinanzi alla Corte d’assise di Caltanissetta. Gli imputati sono Filippo Passalacqua e Giampiero Salvo, rispettivamente convivente e fratello di Giovanna. Sembra che l’obiettivo della vendetta, potesse essere proprio il figlio di Passalacqua e della Salvo perchè la donna, in una delle intercettazioni degli ultimi giorni avrebbe affermato che se il compagno si fosse pentito si sarebbe uccisa portandosi “appresso” il figlio. La donna avrebbe anche avuto un ruolo determinante nell’agguato a Prospero Leonardi e Angelo Drago del quale è considerata mandante insieme a Strano, con il quale all’epoca avrebbe retto gli affari di Catenanuova. Leonardi, cugino del boss di Cosa nostra ennese Salvatore Leonardi, da tempo in carcere, tra il 2007 ed il 2008 avrebbe tentato per conto del cugino che continuava a dare ordini anche da detenuto, di riprendere il controllo del racket del ‘pizzo’, tanto da avere già avvisato le vittime che avrebbero dovuto pagare lui e non più i rappresentanti del clan catanese dei Cappello e di Passalacqua.

 

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *