Pubblicato il: mer, ago 8th, 2012

Blitz “Maginot”: scarcerati Maurello e Perricone

Il Tribunale del riesame di Palermo ha disposto la scarcerazione di Giuseppe Maurello, 43 anni, di Lucca Sicula e Antonino Perricone, 42 anni, di Villafranca Sicula, entrambi arrestati nell’ambito dell’operazione “Maginot” scattata nell’agrigentino l’11 luglio dello scorso anno. Entrambi erano stati condannati dal Gup del Tribunale di Palermo, Lorenzo Jannelli, che li aveva giudicati con il rito abbreviato, a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Di parere diametralmente opposto il Tribunale del riesame che ha ritenuto gli indizi insufficienti. E’ stato l’avvocato Giovanni Vaccaro del foro di Sciacca a presentare ricorso avverso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che aveva colpito Perricone e Maurello, entrambi accusati di estorsione con l’aggravante dell’articolo 7, l’aver favorito Cosa nostra. Secondo la Dda avrebbero imposto con metodi mafiosi due subappalti in favore della ditta del favarese Salvatore Morreale, peraltro anche lui condannato a 8 anni e 8 mesi. Per la cronaca, il processo Maginot è stato definito con otto condanne ed una assoluzione riguardante il riberese Giovanni Vinti. Il blitz voluto dalla Dda di Palermo aveva disarticolato una rete di fiancheggiatori che aveva favorito la latitanza dell’ex primula rossa di Campobello di Licata, Giuseppe Falsone (condannato nello stesso processo a 18 anni di reclusione). Queste le altre condanne in attesa del processo d’appello: 8 anni e 8 mesi di reclusione per i favaresi Salvatore Morreale e Antonino Pirrera; 8 anni di reclusione per Carmelo Cacciatore e Francesco Caramazza, entrambi di Agrigento; 6 anni di carcere per Calogero Pirrera e Liborio Parello, entrambi di Favara.

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