Blitz “Penelope”, “munnizza” ed eolico nel mirino dei clan: sequestrate una dozzina...

Blitz “Penelope”, “munnizza” ed eolico nel mirino dei clan: sequestrate una dozzina di società (foto e video intercettazioni)

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Gli arrestati dell'operazione Penelope

All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal Gip del Tribunale di Catania, e l’operazione è stata denominata “Penelope”, nei confronti di: Calogero Giuseppe Balsamo di 57 anni, pregiudicato, Massimiliano Balsamo, 42 anni, pregiudicato; Salvatore Balsamo, 32 anni pregiudicato; Giovanni Bruno, 59 anni, pregiudicato, Sebastiano Calogero, 32 anni, inteso “u picciriddu”, pregiudicato; Andrea Cambria, 54 anni, pregiudicato, già detenuto; Maria Rosaria Campagna di 48 anni, pregiudicata; Giovanni Catanzaro, 52 anni, inteso “u milanisi”, pregiudicato; Carmelo Di Mauro, 31 anni, pregiudicato; Orazio Di Mauro, 35 anni, pregiudicato; Carmelo Gianninò, 54 anni, pregiudicato; Domenico Greco, 42 anni, inteso “u ciociu”, pregiudicato; Giuseppe Guglielmino, 43 anni, pregiudicato, ai domiciliari per altra causa; Carmelo Licandro, 46 anni, inteso “Melu fungia”, pregiudicato; Giuseppe Salvatore Lombardo, 50 anni, inteso “Salvuccio ‘u ciuraru”, pregiudicato, sorvegliato speciale; Mario Lupica, 51 anni, Emanuele Giuseppe Nigro di 35 anni, Giuseppe Palazzolo, 51 anni, inteso “Pippo ca’ lente”, pregiudicato; Giuseppe Piro, 26 anni, pregiudicato; Giovanni Matteo Privitera, 50 anni, inteso “Peri ‘i iaddina”, pregiudicato; Antonio Fabio Rapisarda, 30 anni, già detenuto per altra causa, Giuseppe Ravaneschi, 48 anni, inteso “Pippo pilu russu”, pregiudicato; Claudio Calogero Rindone, 36 anni, Salvatore Massimiliano Salvo, 35 anni inteso “Massimo ‘u carruzzeri”, pregiudicato; Antonio Scalia, 30 anni; Santo Strano, 51 anni, inteso “facci ‘i palemmu”, pregiudicato, già detenuto per altra causa, Tommaso Tropea, 53 anni, inteso “Racci”, pregiudicato; Mario Ventimiglia, 31 anni, pregiudicato; Luigi Sebastiano Vinci, 42 anni, Nunzia Zampaglione, 40 anni, intesa “Nancy”.

ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (clan Cappello – Bonaccorsi), con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsione, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone e intestazione fittizia di beni, aggravati dall’art.7 D.L.152/91.

La misura cautelare, la cui richiesta era stata depositata nel luglio del 2015, accoglie gli esiti di una complessa ed articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Catania e condotta da personale della Squadra mobile e del Servizio centrale operativo nell’arco temporale 2012-2014, che ha consentito di evidenziare la piena operatività dell’organizzazione mafiosa Cappello – Bonaccorsi che risulta strutturata su più livelli, ovvero su un gruppo di comando – composto da Strano Santo, Catanzaro Giovanni, Lombardo Giuseppe Salvatore, Salvo Salvatore Massimiliano e Balsamo Calogero Giuseppe – e da diverse squadre organizzate, dirette sul territorio dal Salvo – “responsabile per la città” – con riguardo alle attività criminali condotte nella città di Catania e dal Balsamo – “responsabile per i paesi” – in relazione alle attività criminali condotte nel territorio extraurbano, specie nella zona della c.d. “piana di Catania”, nel comprensorio del calatino e nell’hinterland pedemontano.

Ai primi tre è stato contestato il ruolo di promotori, mentre a Salvo Salvatore Massimiliano e Balsamo Calogero quello di organizzatori dell’associazione mafiosa Cappello – Bonaccorsi.

Le investigazioni hanno, altresì, fatto emergere il ruolo operativo e decisionale rivestito da Campagna Maria Rosaria, storica compagna di Cappello Salvatore, (cl.1959) – capo dell’omonimo clan, detenuto in regime di cui all’art.41 bis O.P –  domiciliata a Napoli, anello di congiunzione tra il predetto boss ed i vertici operativi  a Catania, dove si recava frequentemente.

Proprio con riferimento alla figura di Cappello Salvatore, il Gip ha condiviso la prospettazione accusatoria ed ha ritenuto pertanto provato che il predetto, nonostante il suo stato detentivo, in regime di 41 bis O.P., ha continuato a ricoprire il ruolo di capo indiscusso dell’omonima organizzazione mafiosa, dando direttive ai sodali anche per il tramite della predetta Campagna; non è stato tuttavia adottato alcun provvedimento cautelare a suo carico in quanto egli è detenuto in espiazione di condanne definitive all’ergastolo.

Nella fase inziale delle indagini è stato rilevato l’interesse della cosca per il settore delle energie rinnovabili, con particolare riferimento alla realizzazione di impianti fotovoltaici nella zona di Belpasso (Ct) ad opera di un’azienda del Nord Italia.

L’imprenditore lombardo, che era entrato in contatto con Balsamo Calogero Giuseppe e con la sua squadra – nel periodo successivo alla commissione di un ingente furto di materiale (per un valore di circa 150.000,00 euro) avvenuto alla fine di novembre del 2011 presso il cantiere avviato per la realizzazione del citato impianto – aveva ottenuto l’interessamento dell’organizzazione mafiosa per recuperare un presunto credito da un’impresa locale, superiore a 6 milioni di euro. Tali rapporti non solo avevano consentito all’organizzazione mafiosa di infiltrarsi nell’attività di impresa, ma avevano consentito ad esponenti della cosca medesima di richiedere ed ottenere, a titolo di protezione, somme di denaro corrisposte in occasione delle festività natalizie e pasquali.

Tra le attività illecite perseguite dall’organizzazione mafiosa Cappello – Bonaccorsi  – in linea di continuità con quanto già emerso nel corso di pregresse indagini svolte dalla Squadra Mobile sul contesto associativo in argomento –  vi è il traffico di sostanze stupefacenti e lo spaccio su piazza.

Tale attività veniva gestita nel territorio extraurbano da Balsamo Calogero Giuseppe il quale, collaborato dal figlio Salvatore, immetteva la droga nel circondario di Ramacca e di Motta Sant’Anastasia, cedendola in grossi quantitativi a soggetti fidati per la successiva vendita al dettaglio, mentre in città il traffico di sostanze stupefacenti veniva controllato da Catanzaro Giovanni e Salvo Salvatore Massimiliano che si avvalevano per l’organizzazione sul territorio di Tropea Tommaso e Ventimiglia Mario.

All’organizzazione Cappello – Bonaccorsi sono ascrivibili numerose “piazze di spaccio” ricadenti nei rioni cittadini  di San Cristoforo e Librino.

Le indagini hanno inoltre evidenziato l’estensione degli interessi criminali della cosca nelle province di Siracusa, Enna e Caltanissetta, attraverso consolidati rapporti con pregiudicati locali, finalizzati all’investimento di capitali ed al traffico di sostanze stupefacenti.

Sono inoltre emersi alcuni episodi di c.d. “recupero crediti” caratterizzati dall’utilizzo del metodo mafioso, sulla scorta del quale il privato creditore può farsi forte dell’appoggio di terze persone di rinomata caratura criminale al fine di recuperare i propri crediti, con modalità pertanto alternative agli ordinari rimedi di tipo giudiziale.

Detta attività illecita consentiva all’organizzazione non solo di acquisire somme di denaro, corrispondenti in genere alla metà dell’importo del credito recuperato, ma anche di stringere rapporti con l’imprenditore o il commerciante che si erano avvalsi dell’apporto del clan, ai quale potevano essere chiesti favori anche in termini di assunzioni, con la conseguente possibilità di infiltrazione mafiosa in attività commerciali “lecite”.

Le indagini, inoltre, hanno messo in luce la particolare propensione del gruppo mafioso in parola, in specie dei suoi vertici, nell’investimento dei capitali, acquisiti illecitamente, in attività imprenditoriali e commerciali, nonché la capacità di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale, anche attraverso l’appoggio di una vasta rete di imprenditori.

Tra questi ultimi è emersa la figura di Guglielmino Giuseppe – imprenditore operante nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti attraverso aziende a lui riconducibili, sebbene intestate fittiziamente a prestanome, quali la “Geo Ambiente s.r.l.”, la “Clean Up s.r.l.” e la “Eco Businnes s.r.l.” – al quale è stata contestata l’appartenenza all’associazione mafiosa.

Nei confronti delle citate società “Geo Ambiente s.r.l.” e “Clean Up s.r.l” – che, da sole o in associazione temporanea di imprese, si sono aggiudicate negli anni diversi appalti nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa – e della “Eco Businnes s.r.l.” è stato disposto il sequestro preventivo delle totalità delle quote societarie e dell’intero patrimonio aziendale.

Inoltre, con la “Geo Ambiente s.r.l.”, società per la raccolta di rifiuti solidi urbani, Guglielmino Giuseppe era riuscito a ottenere l’affidamento di lavori in alcuni comuni della regione Calabria, subendo il 28 ottobre 2012 il danneggiamento a seguito di incendio di due camion. Di quanto accaduto si era subito interessata l’organizzazione mafiosa di appartenenza che, attraverso l’intervento di Strano Santo, aveva garantito la prosecuzione dell’attività senza ulteriori problemi.

Nel medesimo provvedimento, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca, di numerosi fabbricati, autoveicoli, motoveicoli, rapporti con istituti di credito e finanziari, nonché di ulteriori attività commerciali, segnatamente:

Strano Santo:

Totalità dei beni aziendali e strumentali dell’impresa individuale per la vendita di abbigliamento  intestata a Strano Santo, con sede in Catania, Villaggio Sant’Agata zona C. n.15;

Totalità dei beni aziendali e strumentali dell’impresa individuale per la vendita di articoli per la casa intestata a Reale Stefania, con sede in Catania, Villaggio Sant’ Agata zona C. n.15 e luogo d’esercizio in Catania al Villaggio S. Agata zona B n.139-138;

Guglielmino Giuseppe:

Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “Eco Logistica s.r.l.”, avente ad oggetto la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti solidi, intestata a Caruso Biagio e Caruso Biagia, con sede legale in Aci Sant’ Antonio (CT), via John Fitzgerald Kennedy n.6 e 8;

Totalità dei beni aziendali e strumentali dell’Impresa individuale “Consulting Business di Guglielmino Giuseppe”, avente ad oggetto servizi di consulenza alle imprese, con sede legale in San Gregorio di Catania, via Federico De Roberto3/A;

Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “Geo Ambiente s.r.l.”, avente ad oggetto la gestione di rifiuti urbani e industriali, già in amministrazione straordinaria, con sede legale in Belpasso (CT), contrada Fontana Murata 11 e due sedi secondarie site nel cosentino: una in Belvedere Marittimo (CS), via G. Fortunato 188 e l’altra in Sangineto (CS), contrada Antili s.n.;

Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “Clean Up s.r.l.”, avente ad oggetto la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti solidi, con sede legale in Motta Sant’ Anastasia (CT),contrada Porticazzo s.p. n.134 21/23;

Balsamo Calogero Giuseppe e Balsamo Salvatore:

Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “B & V Rottami S.r.l.s.”, società per il recupero e trattamento di materiali ferrosi, con sede legale in Catania, via del Ciclamino n.27 ed unità locale in Gela (CL), Contrada del Signore s.n.c;

Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “Asia S.r.l.”, società per il commercio di generi alimentari, con sede legale in Catania, via del Ciclamino n.27;

Salvo Salvatore Massimiliano:

Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “S & D S.r.l.s.”, avente ad oggetto la gestione di bar, ristoranti e attività di somministrazione, con sede legale in Catania, Piazza Mario Cutelli n.2;

Campagna Maria Rosaria:

totalità dei beni aziendali e strumentali dell’impresa individuale Pizzeria e Bar “I due Vulcani”, con sede in Napoli, via Alessandro Volta n.3;

Lupica Mario:

– Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “Eco Business s.r.l”, , avente ad oggetto la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti, con sede in Siracusa, viale Teracati n. 63/B e sedi secondarie in Catania, via Mancini n. 24/26 e via Porticello n. 3, 5 e 7, intestata a LUPICA Mario e a “Tech Servizi s.r.l.”;

I.M e L.G. (Indagati del reato di intestazione fittizia di beni ma non colpiti dalla misura cautelare personale):

– Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “Indomenic s.r.l.”, avente ad oggetti la gestione di supermercati e ipermercati, con sede in Siracusa, via del Gorizia 13 e unità locale in Siracusa, viale Teocrito n. 34 (che gestiva una attività di supermercato).

– Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “B & G s.r.l.s.”, avente ad oggetto la gestione di supermercati e ipermercati, con sede legale in Siracusa, viale Teocrito n. 34/36.

C.A.F. (Indagato del reato di intestazione fittizia di beni ma non colpito dalla misura cautelare personale):

– Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “PE.I. s.r.l.”, avente ad oggetto la gestione di bar, ristoranti e pizzerie, con sede in Aci Castello (CT), via Lungomare dei Ciclopi n.133 (frazione Aci Trezza

– Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “Fama s.r.l.”, avente ad oggetto la gestione di bar, ristoranti e pizzerie, con sede in Catania,  via C. Colombo n.72 e sedi secondarie in Catania, via Mancini n.24/26 e via Porticello n. 3, 5 e 7;

– Totalità dei beni aziendali e strumentali dell’associazione denominata “Network Vip Club” avente sede legale in Catania alla via C. Colombo n.72.

Nel medesimo contesto, verrà data esecuzione al decreto di sequestro preventivo, emesso in via d’urgenza in data 10.01.2017 dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, delle sotto elencate attività commerciali (oltre che di ulteriori autoveicoli e motoveicoli, rapporti con Istituti di Credito e finanziari e fabbricati, siti anche nel territorio di Napoli):

Balsamo Calogero Giuseppe e Balsamo Salvatore:

Totalità dei beni strumentali ed aziendali dell’impresa individuale per la produzione di prodotti di panetteria intestata a Balsamo Salvatrice Cristina con sede a Catania in via Villa Glori n.53;

Campagna Maria Rosaria:

Totalità delle quote ed intero patrimonio aziendale della società “I 2 Vulcani Società a responsabilità limitata semplificata” per la gestione del ristorante –  pizzeria  “I 2 Vucani”  con sede a Napoli in via A. Volta n.3, intestata a Campagna Maria Rosaria;

Balsamo Massimiliano:

Totalità dei beni strumentali ed aziendali dell’impresa Individuale denominata “Malua bar” di Balsamo Massimiliano, con sede a Catania in via Torino n.68.

Il valore patrimoniale dei beni sequestri ammonta ad oltre 10 milioni di euro.

Una persona, colpita dal medesimo provvedimento restrittivo, allo stato irreperibile, è attivamente ricercata.

Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Catania “Bicocca” , Messina, Siracusa “Cavadonna” e Caltanissetta.

Alla fase esecutiva hanno partecipato oltre 300 unità della Polizia di Stato, tra cui equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, unità eliportata del Reparto Volo di Reggio Calabria e personale delle Squadre Mobili siciliane.

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