Apertura

Blitz “Quo Vado”, giardinaggio e shopping durante orario lavoro: indagati 29 dipendenti ex Provincia (vd)

La Guardia di Finanza, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica, hanno notificato in data odierna 29 avvisi di conclusione indagine nei confronti di altrettanti dipendenti pubblici in servizio presso quattro sedi del “Libero Consorzio Comunale di Siracusa” già “Provincia Regionale”.

14233072_10210621823764794_7385814160360258376_n 14238250_10210621823884797_5247255381235666958_n 14232520_10210621824124803_8630592245509821639_n 14199143_10210621824204805_8280234495203249147_n

 

Le indagini coordinate dal Procuratore Capo della Repubblica, Francesco Paolo Giordano, e dirette dal Sostituto Procuratore, Antonio Nicastro, sono state eseguite dalla Compagnia di Siracusa ed hanno consentito di contestare l’ipotesi di truffa aggravata e, per alcuni soggetti, di false attestazioni o certificazioni nell’utilizzo del badge da parte di dipendenti pubblici.

I provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria costituiscono l’epilogo di una complessa attivià di polizia giudiziaria, avviata nel mese di gennaio 2015, che ha consentito di rilevare condotte illecite da parte di numerosi dipendenti del Libero Consorzio Comunale, i quali, anche con la complicità di altri colleghi, si assentavano ingiustificatamente dal posto di lavoro, facendo risultare in maniera fraudolenta la presenza per l’intero turno previsto.

Tali condotte sono state accertate mediante una minuziosa attività di videoregistrazione. Le microtelecamere installate nel perimetro di alcune sedi di servizio, hanno consentito di rilevare che i dipendenti, senza giustificato motivo, durante lo svolgimento del proprio turno lavorativo, uscivano dalle strutture senza giustificato motivo: tra questi, la maggior parte erano deputati a mansioni d’ufficio, attività per le quali era esclusa l’attività in servizio esterno. Nel complesso gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno visualizzato 6.800 ore effettive di video-registrazioni.

I Finanzieri, a supporto della videosorveglianza, hanno svolto ulteriori attività di riscontro, quali pedinamenti e osservazione, con l’ausilio di Gps posizionati sulle autovetture in uso agli indagati. Sicché si poteva accertare che, durante l’orario di lavoro durante, i dipendenti monitorati si dedicavano ad attività di carattere privato, quali: shopping per le vie del centro di Ortigia e in centri commerciali dislocati in varie zone della città, in supermercati e mercatini rionali, visite mediche in strutture sanitarie pubbliche e private, lavori di giardinaggio per conto di privati, lunghe attese nei vari uffici pubblici e, spesso, venivano videoripresi nelle proprie abitazioni durante il turno di lavoro.

Le operazioni di videoregistrazione permettevano, inoltre, di rilevare ulteriori gravi irregolarità commesse da alcuni dipendenti che ottemperavano alla timbratura del badge di altri colleghi attestandone in maniera fraudolenta, in loro assenza, l’inizio o la fine del turno di lavoro, consentendo loro di raggiungere in netto ritardo l’ufficio e di allontanarsene in largo anticipo o, addirittura, di assentarsene per l’intero turno. Le risultanze investigative, così come emerse nelle varie fasi delle indagini preliminari, sono state successivamente poste in correlazione con i turni di lavoro riportati nei prospetti mensili di ciascun dipendente acquisiti presso l’Ente Pubblico.

Tale riscontro documentale forniva la prova dei reati accertati tant’è che emergeva la contabilizzazione di più ore rispetto a quelle effettivamente prestate, con relativo danno all’Erario. In sintesi le assenze quantificate ammontano a circa 1.114 ore a fronte di 2.538 di servizio programmate nei 137 giorni di durata degli accertamenti: una percentuale di assenza minima del 12,5% e massima del 85,5%, con una media del 40%. Le maggiori irregolarità venivano comunque accertate nella sede di via Roma, nei confronti della quasi totalità degli addetti agli “spazi espositivi”, circa 16 soggetti, i quali erano di certo agevolati dal fatto che utilizzavano un registro cartaceo (ove riportare il turno di lavoro), da loro stessi compilato e custodito, ciò in netto contrasto con le circolari a suo tempo emanate dall’Ente Pubblico inerenti all’obbligo dell’uso del badge personale, disposizioni, queste, recepite fra l’altro da quasi tutti i dipendenti.

L’utilizzo del registro cartaceo consentiva al dipendente “malintenzionato” di sottrarsi arbitrariamente all’orario di servizio, anche per l’intero turno, avendo assicurata, in ogni modo, la possibilità di operare successivamente (il più delle volte ciò avveniva il giorno dopo) “gli aggiustamenti” necessari per far invece risultare la propria presenza in ufficio nel turno di lavoro svolto. La conseguenza è stata un’alta percentuale di assenza ingiustificata, come ovviamente prevedibile, fino all’85% in un mese lavorativo.

Il Procuratore Capo della Repubblica, Francesco Paolo Giordano, in relazione alla condotta posta in essere dagli indagati e dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza ha inteso dichiarare: “prosegue con determinazione, da parte della Procura della Repubblica e in questo caso della Guardia di Finanza, l’attività di controllo della legalità nella pubblica amministrazione e quando c’è impegno e sinergia, i risultati arrivano. I presunti dipendenti infedeli saranno deferiti oltreché all’amministrazione di appartenenza per i profili disciplinari, ivi compreso il possibile licenziamento, in base alla nuova normativa, il cosiddetto decreto Madia (d. Lgs. n. 116 del 2016), anche alla Procura Regionale dla Corte dei Conti. Il procedimento di indagini ha messo in rilievo anche l’assenza completa di controlli interni. Un plauso va rivolto agli operatori della G.D.F. per la professionalità e la riservatezza con cui hanno saputo portare a termine questa indagine”.

Gli indagati sono: Paolo Bascetta, Corrado Caramagno, Corrado Corsico, Sebastiano Di Falco, Carmelo Fiordaliso, Fabio Furnò, Maria Grienti, Antonio Lucifora, Antonio Sambito, Sebastiano Scamporlino, Emanuele Schembari, Francesco Vacirca, Antonio Gulino, Maurizio Siringo, Fabienne Fichera, Lucia Di Benedetto, Amalia Ansaldi, Giovanni Battaglia, Angela Formica, Rosaria Capuano, Maria Ganci, Giuseppina Amato, Francesco Controsceri, Bruno Formosa, Antonella Lombardo, Cinzia Uccellatore, Gaetano Caruso, Francesco Signini e Maria Sicuso.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

Grandangolo Agrigento il sito di notizie, attualità, cronaca, mafia della provincia di Agrigento e della Sicilia Direttore: Franco Castaldo E-mail: GRANDANGOLOAGRIGENTO@GMAIL.COM

Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361

To Top