Blitz “Terre emerse”, racket dei campi: deputato – notaio tra gli...

Blitz “Terre emerse”, racket dei campi: deputato – notaio tra gli indagati (video)

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Blitz Terre emerse, gli arrestati

I carabinieri del Comando provinciale di Siracusa e del Nucleo Antifrodi di Roma hanno smantellato l’organizzazione a conclusione di mesi di indagini. L’operazione “Terre emerse” è stata portata a termine alle prime luci dell’alba. Tra i reati contestati truffa, falso e riciclaggio. Sequestrati a livello preventivo oltre 500 terreni del valore di oltre 3 milioni di euro e la somma di 175 mila euro. Il gruppo, e’ stato accertato, aveva estorto ai legittimi proprietari, oltre 2 mila ettari di terreno. Secondo l’inchiesta della procura di Siracusa il gruppo criminale, avvalendosi di atti pubblici falsi, rogati dal notaio Giambattista Coltraro (deputato regionale del gruppo Sicilia Democratica, risultato il piu’ ricco all’Ars nel 2014) tra il 2011 ed il 2014, e anche con intimidazioni e danneggiamenti, avrebbe acquisito la disponibilità di oltre 2 mila ettari di terreno appartenenti ad ignari proprietari e, con la complicità di ispettori dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, avrebbe conseguito erogazioni pubbliche per oltre 200 mila euro. I reati contestati sono associazione per delinquere, tentata estorsione aggravata, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubbliche, corruzione e falsità ideologica commessa dal Pubblico Ufficiale in atti pubblici. Emessi un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonino Carcione, 46 anni di Lentini; 10 ordinanze di custodia agli arresti domiciliari, tra i cui destinatari risultano due dipendenti e due collaboratori della Agea; una misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; un’ordinanza di divieto temporaneo di esercitare la professione notarile per 10 mesi nei confronti del notaio Coltraro, deputato regionale dell’attuale legislatura della Regione Sicilia. Un giro d’affari illecito, fatto di giochi di potere e con il coinvolgimento di organi e figure istituzionali, che hanno estorto ai proprietari oltre 2mila ettari di terreno. La vicenda era stata posta all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale da un servizio de Le iene.Gli indagati avrebbero impedito l’attuazione delle verifiche previste grazie ad una rete di contatti con i soggetti preposti ai controlli, tra cui un appartenente al Corpo della Guardia di Finanza, ed altri dipendenti dell’ Agea: “Con condotte corruttive ottenevano il mancato rilevamento di anomalie ed irregolarita'”. Le indagini, coordinate dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano, avrebbero messo in luce un sistema criminale complesso, articolato in piu’ fasi. Prima avveniva la selezione dei terreni, in maniera “quasi chirurgica – spiega la Procura – preferendo le terre in proprieta’ di persone molto anziane o in condizioni di debolezza socio economica, prive delle risorse e delle capacita’ per resistere alle condotte usurpative”. Secondo gli inquirenti venivano poste in essere condotte di disturbo di progressiva gravita’, dall’invasione di mandrie, all’incendio, dall’avvelenamento dei frutti alle minacce verbali, per allontanare i proprietari dai loro terreni. Poi la banda passava all’appropriazione dei terreni: “appropriazione di fatto” e “appropriazione giuridica”. Dopo aver costretto i proprietari all’allontanamento, gli indagati se ne sarebbero appropriati mediante recinzione del terreno con filo spinato o utilizzazione per i pascoli, o sfruttando lo stato di abbandono dei terreni. Inoltre, “l’illecita associazione procedeva ad un’appropriazione cartolare, con la creazione apparente di titoli giuridici formalmente ineccepibili. Le risultanze degli atti notarili di compravendita, contenenti false dichiarazioni rese da privati, sono smentite da visure storiche per immobile che non menzionano alcun passaggio di proprieta’ tra i reali proprietari e quelli sedicenti che risultano privi del titolo, in modo da consentire la stipula della compravendita con gli acquirenti finali”. Ottenuta la titolarita’ giuridica sui terreni era possibile richiedere all’Agea i contributi previsti a tutela dell’agricoltura e della zootecnica, contributi che vengono concessi solo in base alla mera dichiarazione di disponibilita’ del terreno.

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