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Blitz “The wall”: i “cervelloni” sono il direttore di banca, il barbiere, il pastore ed il pensionato

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Michele Maria Gandolfo, il direttore; Massimo Tarantino, il barbiere; Pietro Curti, il peensionato; Rocco D'Aloisio, il pastore

Il direttore di banca, il barbiere, il pastore ed il pensionato. Sono i 4 basisti che hanno permesso alla banda palermitana di compiere assalti alle banche o agire da perfetta banda del buco. Ecco, dunque, l’eminenza grigia del gruppo di malavitosi, tutti residenti a Sambuca di Sicilia, tutti assidui frequentatori dalla di una barberia, il salone, dove venivano discussi e pianificati i colpi da mettere a segno. Sembrano personaggi da film western usciti dalla fertile fantasia del mitico regista Sergio Leone: Michele Maria Gandolfo, pregiudicato sambucese 61 anni, impiegato di banca ed ex direttore di filiale, Massimo Tarantino, pregiudicato sambucese 41 anni, barbiere, Pietro Curti pregiudicato sambucese 78 anni, pensionato, Rocco D’Aloisio, pregiudicato margheritese 46anni, pastore. Eccoli in rapida rassegna nella foto che pubblichiamo. Per i carabinieri sarebbero loro i cervelloni che decidevano e pianificavano le rapine in banca riconducibili alla banda criminale destinataria delle 12 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione denominata “The wall”, che sono state messe a segno il primo giugno 2012 alla banca Intesa San Paolo, agenzia di Santa Margherita Belice, da dove sono stati portati via 100 mila euro e l’8 agosto 2012 al banco di Credito Cooperativo di Sambuca di Sicilia da dove vennero rubati 112 mila euro. Al gruppo vengono contestate anche la tentata rapina del 16 luglio 2012 al banco di Credito Cooperativo di Sambuca di Sicilia, agenzia di Menfi; la tentata rapina del 27 settembre 2012 alla Banca San Paolo, agenzia di Sambuca di Sicilia; la tentata rapina del 29 novembre 2013 alla banca Intesa San Paolo, agenzia di Santa Margherita Belice. Il modus operandi della presunta banda si caratterizzava, secondo le ricostruzioni investigative, dai maniacali sopralluoghi che venivano eseguiti nei vari istituti di credito con cadenza settimanale, dall’utilizzo di schede telefoniche intestate a terze persone, dall’utilizzo di autovetture rubate per fare da “staffetta”. Oltre alle rapine, alcuni indagati sono stati ritenuti responsabili, da carabinieri e Procura, anche di altri fatti delittuosi. Massimo Tarantino, in particolare – ricostruisce la Procura – ha ricettato una pistola Bernardelli calibro 9×21, rubata il 28 gennaio 2008 da una cassaforte del Comune di Sambuca di Sicilia, gia’ in dotazione organica al Corpo di Polizia municipale.

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