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Blitz “Ulisse”, urla e finto malore lo stratagemma per rapinare banche a Ribera e Licata

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Blitz "Ulisse", urla e finto malore lo stratagemma per rapinare banche a Ribera e Licata

Mariano Ficarra
Mariano Ficarra

Emergono particolari sull’operazione dei carabinieri di Sciacca che ha portato all’arresto di 6 persone accusate di rapine in banca.

Ingegnoso ed efficace allo stesso tempo lo stratagemma usato dai malviventi per introdursi in forza all’interno degli istituti di credito.

Il giovane Mariano Ficarra,  unico soggetto incensurato e quindi non ancora noto alle forze dell’ordine, in una prima fase accedeva all’interno dell’agenzia di credito, anche rendendo possibile la videoripresa del suo volto e l’acquisizione di un’impronta digitale. Poco dopo, con la scusa di dover prestare immediate ed urgenti cure mediche ad un parente in difficoltà appena fuori dell’istituto, si metteva ad urlare chiedendo ed ottenendo l’apertura della bussola d’ingresso da cui invece entravano repentinamente gli altri tre componenti della banda, tutti a volto coperto e calzanti guanti da lavoro per non lasciare tracce.

All’interno della banca i malviventi, al fine di ottenere la consegna della refurtiva, esercitavano violenza e minaccia nei confronti dei dipendenti e dei clienti già presenti in agenzia. Nel frattempo i basisti, dopo aver garantito un contributo informativo e logistico, partecipavano attivamente anche alla fase finale della rapina in banca a Ribera, cooperando con i malviventi palermitani con la mansione di pali posti all’esterno dell’istituto di credito.

Durante le indagini, rese complesse dal camuffamento operato dai rapinatori, gli investigatori si sono avvalsi di avanzate tecniche investigative facenti capo essenzialmente alle intercettazioni telefoniche, all’analisi dei tabulati telefonici e dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, alle informazioni testimoniali, ai servizi di osservazione e pedinamento svolti soprattutto nel capoluogo palermitano.

Le rapine riconducibili alla banda criminale arrestata quella del 10 dicembre 2015 alla Banca Popolare Sant’Angelo, agenzia di Ribera (AG), dove i malviventi riuscivano a portar via una somma in contanti superiore ai 20.000 Euro; quella del 18 gennaio 2016 alla Banca Sella, agenzia di Licata (AG), dove i malviventi riuscivano a sottrarre dalle casse dell’Istituto di credito circa 5.000 Euro in contanti.

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