Blitz “Vultur, indagini nate da duplice omicidio Condello – Priolo; “U puparu” intercettato (video)

Redazione

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Blitz “Vultur, indagini nate da duplice omicidio Condello – Priolo; “U puparu” intercettato (video)

di Redazione
Pubblicato il Lug 7, 2016
Blitz “Vultur, indagini nate da duplice omicidio Condello – Priolo;  “U puparu” intercettato (video)
Giovanni Minardi e Giuseppe Peritore in conferenza stampa

Giovanni Minardi e Giuseppe Peritore in conferenza stampa

E’ da poco terminata, in Questura, ad Agrigento, la confernza stampa del capo della squadra Squadra Mobile Giovanni Minardi e del vice questore vicario Giuseppe Partitore che hanno spiegato nel dattaglio l’operazione che nella notte ha portato all’esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti a mezzo incendio, detenzione illegale di armi comuni da sparo e da guerra sono state eseguite dalla squadra mobile di Agrigento. I provvedimenti sono stati firmati dal Gip Giuliano Castiglia e richiesti dalla Dda di Palermo.

I cinque arrestati: sono Calogero Lillo Di Caro, autorevole esponente dei clan mafiosi di Canicattì, un passato di vita e giudiziario trascorso tra catture e scarcerazioni; Rosario Meli, 68 anni, detto “u puparu” di Camastra finito recentemente in carcere per detenzione e porto di armi. Oltre a Rosario Meli, iin manette anche il figlio Vincenzo, Lillo Piombo, 51 anni e Angelo Prato, 78 anni (ai domiciliari) entrambi di Camastra.

Le indagini sono partite dalla vicenda del duplice omicidio di Giuseppe Condello, 41 anni, e Vincenzo Priolo, 27, entrambi di Palma. i cui cadaveri crivellati di colpi d’arma da fuoco vennero ritrovati nel 2012, all’interno di un pozzo sotto un cavalcavia di contrada Ciccobriglio, tra Campobello di Licata e Palma di Montechiaro. Da precisare che gli arrestati  nell’operazione “Vultur”, questo il nome della stessa, non rispondono di questo reato.

Gli investigatori hanno ricostruito attivita’ illecite e una serie di reati commessi fra Camastra e Canicatti’, “permettendo – ricostruisce la polizia di Stato – la cattura di elementi di spicco delle locali consorterie”. Sono state scoperte estorsioni ed armi tra cui mitra “Uzi” ed episodi di danneggiamento e pagamento del pizzo.


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