Bottiglietta lanciata contro Malika Ayane durante trasmissione ‘Parallelo Italia’ (video)

Bottiglietta lanciata contro Malika Ayane durante trasmissione ‘Parallelo Italia’ (video)

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Malika Ayane poco prima del fattaccio

Una bottiglia è stata lanciata sul palco mentre ieri sera, nel corso della trasmissione “Parallelo Italia”, in diretta da Napoli (in piazza Municipio), e condotta da Gianni Riotta, stava cantando la cantante Malika Ayane che ha lasciato il palco. Un fatto che il conduttore, Gianni Riotta, ha duramente condannato. Per fortuna la bottiglia non ha colpito le persone presenti e ha suscitato la riprovazione di tutti. Sulla vicenda indaga la polizia che sin dal primo pomeriggio era presente sul posto e che ha dovuto faticare non poco per tenere a bada alcune persone che volevano raggiungere il palco. In piazza erano presenti anche alcune delegazioni dei movimenti dei disoccupati che hanno protestato ed urlato perchè avevano chiesto di intervenire.

Tre militanti di estrema sinistra denunciati, un video virale in rete, uno strascico di polemiche, l’amara constatazione di Gianni Riotta che ha provato a portare in piazza a Napoli il dibattito sul Sud, ma ha visto la trasmissione “rovinata” dai contestatori, arrivati a lanciare una bottiglia sul palco durante l’esibizione di Malika Ayane: è il ‘day after’ dei disordini accaduti ieri in piazza del Plebiscito, mentre era in onda in diretta su Rai3 ‘Parallelo Italia’. La polizia ha identificato e denunciato tre ultra-quarantenni, aderenti al gruppo ‘Reddito minimo di inserimento’, già denunciati in passato. L’autore del lancio della bottiglia è stato denunciato per violenza privata e tentativo di lesioni, oltre che per manifestazione non autorizzata e tentativo e/o interruzione di servizio pubblico, come gli altri due. Al vaglio della Digos le immagini delle telecamere di videosorveglianza per identificare altri responsabili dei disordini. Mentre il Pd chiede in un’interrogazione al ministro dell’ Interno Angelino Alfano chiarimenti sull’accaduto, i contestatori lamentano di non aver avuto spazio in trasmissione: “Avevamo chiesto, avendo l’ok dalla produzione del programma, di intervenire per qualche minuto sulle emergenze sociali che affliggono questa città e per parlare della campagna sul reddito minimo da noi lanciata in occasione dell’insediamento del nuovo consiglio regionale ma ciò non è avvenuto”, precisano in una nota, scusandosi con Malika. Riotta spiega invece di aver organizzato la puntata da Napoli “per realizzare un dibattito proprio sul Sud, dando voce a tutte le forze politiche e a tutte le forze sociali, dagli imprenditori al sindacato ai movimenti di base. Siamo stati minacciati online a lungo e pure abbiamo proposto anche ai contestatori, che erano già in piazza, di venire a raccontarci le ragioni della loro protesta: al mio redattore, che li ha invitati a salire sul palco per raccontare le loro rivendicazioni, uno dei capi ha risposto ‘noi protestiamo per mestiere, non vogliamo dialogare e quindi non veniamo'”. Pur non “accusando nessuno”, il giornalista – che ieri in diretta ha duramente stigmatizzato i disordini, non risparmiando critiche alle forze dell’ordine (“Non siete riusciti a difendere i miei ospiti”) – oggi ricorda che la “minacce” online erano iniziate da tempo e che “prefetto, questore e Digos avevano detto che era tutto tranquillo”. “Si dice spesso che i giornalisti restano chiusi nei talk show, noi andiamo in piazza per la prima volta dopo vent’anni e non riusciamo a lavorare con serenità”, chiosa Riotta, annunciando che comunque il 28 luglio il programma andrà in onda “da Palermo con grande tranquillità”.

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