Bruciavano rifiuti pericolosi in una scuola materna di Ravanusa, arrestati cinque operai

Giuseppe Castaldo

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Bruciavano rifiuti pericolosi in una scuola materna di Ravanusa, arrestati cinque operai

Le manette sono scattate ai polsi di cinque operai sorpresi dai carabinieri a bruciare rifiuti pericolosi all’interno di una scuola materna piuttosto che smaltirli mediante una ditta specializzata.
Pubblicato il Mar 16, 2018
Bruciavano rifiuti pericolosi in una scuola materna di Ravanusa, arrestati cinque operai

Avevano appena terminato la loro giornata di lavoro nell’ambito di alcune migliorie edilizie che sta portando avanti una ditta di Barcellona Pozzo di Gotto – in provincia di Messina – all’interno di una scuola materna di Ravanusa, un paese di 12 mila abitanti in provincia di Agrigento. Finito il programma di lavoro rimaneva un unico problema: smaltire i rifiuti che si erano accumulati – fra cui anche materiali plastici – durante le ore di lavoro. Ma, piuttosto che smaltirli seguendo la normativa vigente e cioè mediante una ditta specializzata, i cinque operai dipendenti della ditta messinese hanno ben pensato – ritenendo evidentemente più conveniente in termini economici e come tempistica – di bruciarli.

In pochissimo tempo la combustione dei materiale a cui era stato dato fuoco ha provocato una fitta nebbia di fumo – con conseguente odore – che ha avvolto letteralmente le classi e le aree ricreative della scuola materna. Proprio in quel momento – durante un servizio di pattuglia – i Carabinieri della Stazione di Ravanusa hanno notato che qualcosa dall’interno della scuola non andava, decidendo così di intervenire ed entrare nella struttura.  Così i militari dell’Arma hanno sorpreso in flagranza di reato 5 operai dipendenti da una ditta di costruzioni mentre stavano bruciando rifiuti di varia natura, tra i quali anche materiali plastici, la cui combustione risulta molto dannosa per la salute. Immediatamente sono scattate le manette ai polsi del quintetto, un licatese 56 enne, un catanese 53 enne ed altri tre operai originari di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), con l’accusa di combustione illecita di rifiuti pericolosi e con l’aggravante di aver agito nell’esercizio di un’impresa, ottenendo così un notevole abbattimento dei costi.


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