Campobello di Licata, tavole rotonde su archeologia e povertà educativa

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Campobello di Licata, tavole rotonde su archeologia e povertà educativa

di Redazione
Pubblicato il Ott 31, 2018
Campobello di Licata, tavole rotonde su archeologia e povertà educativa

Sono emersi punti rilevanti dalle tavole rotonde su “Archeologia” e “Povertà educativa”, promosse nell’ambito del Progetto Kalat, nei locali del centro di via Tevere, a Campobello di Licata.

Il primo momento ha visto la partecipazione di sindaci e esponenti politici del territorio, docenti ed esperti di Archeologia.

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza del Progetto Kalat per far conoscere il territorio campobellese nel resto del mondo, attraverso l’arrivo e l’ospitalità nel Centro di studenti e studiosi provenienti da altre nazioni, e la necessità di trovare forme adeguate di finanziamento.  

“Vorremmo che ci fosse la volontà di preservare questi siti e garantire una storia futura – ha detto l’architetto Giovanni Vultaggio, project manager del progetto Kalat – Quello che è importante, oltre al sistema informativo territoriale che fornisce informazioni in tutto il mondo, è assicurare a questi siti la possibilità di avere una fruizione. Adesso sappiamo quali sono quelli importanti, quelli che possono documentare la storia antica, le radici di Campobello diLicata. La storia non è fatta solo di cose ma anche di relazioni, incontri, dalla possibilità su questi siti di potere incontrare giovani di altri Paesi, docenti universitari, e abbiamo realizzato questa struttura di alloggio, arricchendola di tutta una serie di servizi come la Kiss, perché vogliamo far continuare a venire giovani che vengono dall’Europa, per accogliere persone da fuori e fargli conoscere la storia di questo territorio. Attraverso l’archeologia formare i giovani, fare turismo scolastico, turismo archeologico e partendo dalla storia fare economia nei nostri territori, economia sana, attrattiva, che serve anche per l’agricoltura, per il settore vitivinicolo, perché questo territorio deve cominciare ad aprirsi al mondo e questo è l’obiettivo del progetto”.

“Le nostre sono ricerche di superficie, dai segni evidenti, come per esempio la porcellana, individuiamo la presenza di insediamenti, di attività rurali, di siti archeologici in genere – ha spiegato il professore Oscar Belvedere, docente di Topografia – Dalla Preistoria fino al Medioevo abbiamo una ottantina di siti registrati nella carta archeologica e questo è importante sia per la ricerca futura che per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico”.

“L’idea è che questi rinvenimenti che rappresentano un tassello nuovo nella conoscenza del territorio di Campobello e della Sicilia interna possano servire per attivare dei processi virtuosi, possano servire per favorire l’arrivo di studenti e appassionati dall’università della Sicilia, anche dall’estero – ha aggiunto il professore Aurelio Burgio, docente di Topografia – provenienti quindi dal resto d’Italia e di altri Paesi europei”.

“Ovviamente è un progetto che va sempre di più rilanciato attraverso le risorse economiche, ma ahimè le risorse del comune sono quelle che sono e c’è difficoltà per racimolare risorse da utilizzare in questo campo – ha detto il sindaco di Campobello di Licata, Giovanni Picone – L’idea è quella di cercare di coinvolgere sempre di più l’assessorato ai Beni Culturali e trovare le forme di finanziamento adeguate”.

La seconda tavola rotonda è stata dedicata alla “Povertà educativa” e ha visto la presenza dei docenti del territorio.

“Abbiamo voluto fortemente questo incontro con i dirigenti scolastici, i docenti, gli operatori della cultura per arginare questo fenomeno della dispersione scolastica – ha spiegato Emanuela Marchese, psicologa del centro Kalat – per arginare le situazioni di disagio che possono vivere le famiglie. Infatti vogliamo offrire grazie a questo nostro Centro un ambiente confortevole, dove i ragazzi possono studiare, confrontarsi, giocare e socializzare, anche grazie a ‘Use it’ che è un centro di documentazione con più di 200 strumenti multimediali sulle competenze trasversali, tutte quelle capacità che servono per affrontare il lavoro, lo studio, ma anche la vita quotidiana. Inoltre comprende una ludoteca intelligente con più di cento giochi di società non solo per i bambini ma anche per le famiglie e gli adulti; giochi intelligenti per stimolare le capacità cognitive”.

“Alla base del fenomeno della povertà educativa c’è la dispersione scolastica quindi rafforzare la presenza sul territorio e far conoscere il ruolo dell’osservatorio che io dirigo è fondamentale perché molte persone non ne sono a conoscenza o non sanno quali sono le procedure che devono essere intraprese quando ci sono dei casi di dispersione, di abbandono – ha rivelato Maria Ausilia Corsello, coordinatrice dell’Osservatorio di Area contro la Dispersione Scolastica che ha sede presso l’istituto comprensivo “Verga” di Canicattì – La nostra presenza sul territorio si è rafforzata notevolmente grazie anche alle richieste d’intervento che vengono adottate dalla dottoressa Matteliano, alle individuazioni delle cosiddette Rep, che sono le Reti di Educazione Prioritarie, cioè viene individuata una scuola che ha un altissimo livello di dispersione scolastica e lì s’interviene con degli strumenti alternativi. Il compito dell’osservatorio è anche questo: ridurre al minimo, il nostro obiettivo è di certo l’eliminazione, di quello che è il tasso di dispersione e la dispersione viene eliminata anche attraverso il potenziamento delle competenze, attraverso l’affezione alla scuola da parte dei ragazzi. Il ragazzo più ha delle lacune più tende ad allontanarsi dalla scuola, quindi potenziando e cercando di colmare le lacune riusciamo a tenerlo nell’ambito della struttura scolastica”.

 


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