Canicattì, Dambruoso: “Cosa nostra e Stidda provocarono morte Lavatino”

Canicattì, Dambruoso: “Cosa nostra e Stidda provocarono morte Lavatino”

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Stefano Dambruoso

“Rosario Livatino “e’ un giudice forse oggi poco riconosciuto, ma che ha lasciato un grande segno nella popolazione siciliana e in gran parte della magistratura. Aveva fatto della distanza dagli interessi una sua missione e ha pagato con la vita il servizio al suo Paese, ucciso anche per la sua non avvicinabilita'”.

Lo spiega alla DIRE Stefano Dambruoso, questore della Camera, a Canicattì per la proiezione del documentario ‘Il Giudice di Canicattì- Rosario Livatino, il coraggio e la tenacia’, a 26 anni dalla sua morte avvenuta il 21 settembre 1990.

“Era un uomo dalla pratica religiosa ormai nota- ricorda Dambruoso- superiore alla media dei suoi colleghi. Durante i miei primi anni da magistrato ho lavorato ad Agrigento, subito dopo il suo assassinio. Ho tenuto anche l’accusa contro Cosa Nostra e Stidda, i due clan che avevano provocato la sua morte. Sono dunque molto coinvolto con questa storia, professionalmente ed eticamente”.

Anche il processo di beatificazione, aperto nel 2011 , “e’ ancora in corso”, termina il questore della Camera.

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