Canicattì, omicidio Vinci, la difesa: “Omicidio preterintenzionale e non premeditato”

Redazione

Agrigento

Canicattì, omicidio Vinci, la difesa: “Omicidio preterintenzionale e non premeditato”

di Redazione
Pubblicato il Giu 4, 2018
Canicattì, omicidio Vinci, la difesa: “Omicidio preterintenzionale e non premeditato”

Dopo la requisitoria del pm Alessandra Russo, che chiesto 30 anni di carcere, oggi è stata la volta della difesa (rappresentata dall’avvocato Angela Porcello) di Daniele Lodato, il 35enne accusato di omicidio del 22enne canicattinese Marco Vinci , ucciso nella notte tra il 16 ed il 17 giugno scorso, al culmine di una lite con due coltellate.

La difesa nega ogni tipo di premeditazione riguardo al delitto e che il reato che si configura è quello di omicidio preterintenzionale, non aggravato da futili motivi e per cui siano concepibili le attenuanti generiche.

Il pubblico ministero – la scorsa udienza- aveva qualificato l’omicidio del 22enne come volontario e premeditato, commesso per futili motivi, e senza ritenere concepibili le circostanze attenuanti generiche. Daniele Lodato, difeso dall’avvocato Angela Porcello, aveva negato ogni tipo di premeditazione riguardo al delitto affermando che l’arma usata per colpire Marco Vinci era stata trovata per caso nella sua auto.

Anche l’avvocato della famiglia del giovane ucciso, Santo Lucia, chiede, al termine della sua arringa, una condanna esemplare per l’accusato.

La sentenza è prevista per il 18 giugno. 


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