Canicattì, padre e figlio accusati di tentato omicidio: pm contesta nuovi reati

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Canicattì, padre e figlio accusati di tentato omicidio: pm contesta nuovi reati

di Redazione
Pubblicato il Ott 10, 2018
Canicattì, padre e figlio accusati di tentato omicidio: pm contesta nuovi reati

Rinnovati tutti gli atti del dibattimento in seguito al cambio del collegio di giudici che guida il processo a carico di Giuseppe e Vincenzo Mongitore, rispettivamente padre e figlio di 62 e 33 anni, e Giuseppe Sorce, accusati di tentato omicidio. 

Vincenzo Mongitore

Il sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Russo ha chiesto la modifica di alcuni capi di imputazione chiedendo anche l’integrazione di nuove fonti di prova. Il pm, dunque, muove nuove contestazioni nei confronti degli imputati. In particolare nei confronti dei Mongitore spunta la nuova accusa di detenzione di arma clandestina cioè la pistola calibro 9 FN (quella in dotazione alle forze dell’ordine) con matricola abrasa con cui avrebbero sparato nei confronti del 30enne Giuseppe Sorce.

Il sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Russo

Quest’ultimi sono accusati di essere i protagonisti di una sparatoria avvenuta il 16 settembre 2015 in c.da Coda Gatto, vicino il cimitero di Canicattì: padre e figlio, armati di pistola FS92 calibro 9, come quelle in dotazione alle forze dell’ordine ma con matricola abrasa, spararono diversi colpi all’indirizzo di Giuseppe Sorce che rispose al fuoco mancando gli obiettivi. 

Il presidente del collegio Angela Wilma Mazara ha sospeso il dibattimento e rinviato all’udienza del 12 dicembre. Se non ci sarà la richiesta di nuovi mezzi istruttori si passerà direttamente alle discussioni degli avvocati della difesa – Angela Porcello e Calogero Meli – e della parte civile rappresentata dall’avvocato Annalisa Lentini. 


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