Canicattì, salvi 8 posti di Polizia Municipale

Canicattì, salvi 8 posti di Polizia Municipale

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Nell’anno 2003 il Comune di Canicattì indiceva una selezione interna per titoli, previo svolgimento di test preselettivi d’ingresso, per la copertura di 8 posti – profilo professionale di ufficiale Polizia Municipale, categoria D, della Direzione Polizia municipale. La suddetta selezione era prevista per progressione verticale riservata esclusivamente al personale a tempo indeterminato alle dipendenze del Comune di Canicattì. Per quanto concerne i requisiti di ammissione il bando prevedeva che ciascun candidato dovesse essere in possesso del seguente titolo di studio: Laurea in giurisprudenza o titolo equipollente,o, in alternativa, titolo di studio immediatamente inferiore a quello richiesto per il posto messo a concorso, purchè appartenente alla qualifica immediatamente inferiore con un’anzianità di almeno tre anni di servizio nella stessa area funzionale. Nel 2005 il Comune di Canicattì approvava la graduatoria definitiva relativa alla selezione; I signori Giuseppe Li Calzi e Antonio Insalaco, entrambi rappresentati e difesi dall’avvocato Fabio Li Calsi, adivano il giudice del lavoro lamentando la asserita illegittima ammissione alla selezione del signori Vincenzo Li Calzi e Giuseppe Cutaia, entrambi in possesso del diploma magistrale, dichiarati vincitori. Il Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro dichiarava il difetto di giurisdizione in favore del giudice amministrativo e pertanto i due ricorrenti , sempre assistiti dall’avvocato Fabio Li Calsi, adivano il Tar sicilia Palermo per l’annullamento della delibera di approvazione della graduatoria della selezione. Si sono costituiti in giudizio davanti al Tar sia i controinteressati Vincenzo Li Calzi e Giuseppe Cutaia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Monica Di Giorgio, sia il Comune di Canicattì, in persona del Sindaco, rappresentato e difeso dall’avvocato Loredana Vaccaro , per chiedere il rigetto dei ricorsi. Il Tar Sicilia Palermo, Sezione Terza, condividendo la tesi degli avvocati Rubino, Di Giorgio e Vaccaro secondo cui il diploma di scuola magistrale va equiparato al diploma di scuola secondaria superiore, ha rigettati i ricorsi, confermando la validità della graduatoria. Per la riforma delle due sentenze del Tar Sicilia hanno proposto appello davanti al Cga i due ricorrenti, reiterando la censura inerente la asserita illegittima ammissione dei controinteressati alla selezione. Anche davanti al Cga si sono costituiti in giudizio i vincitori della selezione, sempre rappresentati e difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Monica Di Giorgio, ed il comune di Canicattì, in persona del Sindaco, rappresentato e difeso dall’avvocato Loredana Vaccaro, per chiedere il rigetto degli appelli. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana in sede giurisdizionale, presidente Raffaele Maria de Lipsis, relatore il consigliere Alessandro Corbino, condividendo anche in grado di appello le tesi difensive degli avvocati Rubino, Di Giorgio e Vaccaro ha respinto gli appelli, confermando definitivamente la validità della graduatoria. Pertanto, dopo circa dodici anni dalla indizione della selezione, il giudice amministrativo ha messo la parola fine sulla intricata controversia, ed i vincitori della selezione Vincenzo Li Calzi e Giuseppe Cutaia resteranno definitivamente in servizio essendo in possesso di un valido titolo di studio ai fini dell’ammissione alla selezione.

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