Canicattì, tentò di uccidere il rivale: Gianluca Scaccia rinviato a giudizio

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Agrigento

Canicattì, tentò di uccidere il rivale: Gianluca Scaccia rinviato a giudizio

di Redazione
Pubblicato il Giu 13, 2018
Canicattì, tentò di uccidere il rivale: Gianluca Scaccia rinviato a giudizio

Il giudice Alessandra Vella ha rinviato a giudizio ed il processo comincerà il prossimo 18 ottobre, Gianluca Scaccia, 34 anni di Canicattì, accusato del tentato omicidio del compaesano Vincenzo Curto avvenuto nel giugno 2017.

La sparatoria, per come è stata narrata dal reticente (inizialmente) Vincenzo Curto sarebbe avvenuta  nella zona alta del quartiere popolare di Borgalino in contrada Montagna.

I tre colpi di pistola hanno centrato il trentatreenne alla parte destra del torace e l’ogiva è stata rinvenuta e sequestrata dai carabinieri. Altri due colpi avrebbero invece attraversato la gamba destra della vittima e le ogive, in questo caso, sono state ritrovate e sequestrate dai poliziotti del Commissariato di Canicattì.

L’attività investigativa di Polizia e Carabinieri ha permesso di giungere a quelle che, secondo gli investigatori, sarebbero certezze: a sparare sarebbe stato Scaccia al culmine di una lite scoppiata durante un incontro che avrebbe dovuto rivelarsi chiarificatore. Il movente sarebbe di natura passionale.

Gianluca Scaccia – difeso dall’avvocato Angela Porcello – è già noto alle forze dell’ordine per esser stato – nel 2012 – arrestato insieme ad altre due persone per detenzione di stupefacenti, armi e munizioni. Anche Curto aveva qualche precedente. L’ultimo dei quali lo aveva portato in carcere per reati legati al dopo separazione dalla moglie.

Titolare del fascicolo d’inchiesta è il magistrato Alessandra Russo che ha ereditato il caso dal sostituto procuratore Carlo Cinque.


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