Canicattì, truffa ed altro ai danni dell’Asp, associazioni nella bufera: perquisizioni e...

Canicattì, truffa ed altro ai danni dell’Asp, associazioni nella bufera: perquisizioni e sequestri

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Guardia di Finanza

Le ipotesi di reato sono molto gravi: associazione a delinquere finalizzata, per un verso, all’esecuzione di una serie di reati- fine di falso e truffa ai danni dell’Asp di Agrigento e Caltanissetta e, per altro verso, di una serie di reati-fine di falso e truffa ai danni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, oltre che ipotesi di riciclaggio auto- riciclaggio. E sulla scorta di ciò la Guardia di Finanza, tenenza di Canicattì (collaborati dai colleghi di Genova e Rimini, ha effettuato e non ancora concluso una serie di perquisizioni anche fuori Sicilia per acquisire “documentazione contrattuale ed extracontrattuale, denaro e/o titoli di credito inerenti la richiesta, l’ottenimento e la concessione dei contributi pubblici a favore degli enti gestiti dagli indagati. E così su ordine dei Pubblici ministeri Andrea Maggioni e Alessandro Macaluso, le fiamme gialle hanno proceduto alla perquisizione che riguarda enti ed associazioni che hanno intrattenuto rapporti con strutture pubbliche come Aziende sanitari provinciali in tema di fornitura di servizi, come ad esempio le ambulanze o che hanno intrattenuto rapporti economici col ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Queste le associazioni perquisite: “Pubblica Assistenza A.V.I.O.S.”, “P.I.C. Pronto intervento cittadino”; “Trinacria Onlus”; “Relax Assistance S.r.l.”, tutte con sede a Canicattì, stesso numero civico e via: Via Marinetti, n. 21; “Pubblica Assistenza Croce Azzurra Ligure”, con sede legale in Genova; “Pubblica Assistenza Croce Azzurra Ca’nova”, con sede legale dichiarata in Genova; “Cooperativa Croce Italia – Società cooperativa sociale”, con sede in Rimini. Dette associazioni sono direttamente collegate con cinque persone, tutte indagate che hanno subito oggi perquisizione nelle abitazioni e nei luoghi di loro pertinenza. Questi gli indagati: Raimondo Orlando di Canicattì, Andrea Pelonero; Diego Greco; Antonio Pelonero e Michela Lo Monaco, marito e moglie entrambi di Canicattì.
I finanzieri hanno già acquisito materiale definito interessante. Difficile saperne di più sulla vicenda specifica. Vige il massimo riserbo. Nelle prossime ore potrebbero aversi ulteriori sviluppi.

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